Molti filosofi, come Aristotele, si sono occupati del concetto di quantità, ma anche intuitivamente si può capire che una quantità può considerarsi discreta, se è composta da elementi isolati, non contigui tra loro, oppure continua, se contiene elementi fra i quali non vi sono spazi vuoti.
La matematica, o meglio l’aritmetica, storicamente, è sempre stata intesa come scienza delle quantità discrete, la scienza razionale dei numeri.
Le figure primitive nelle opere di Pedrana si possono contare, pur facendo parte di un unico movimento plastico, di un unico istante. Sono individui isolati, poiché unici. Osservando questi ominidi, dipinti sulla iuta con gli stessi toni dei graffiti primitivi, si capisce che qualcosa sta accadendo, che quella moltitudine di singoli è scossa da un’unica onda.
Citando Ralph Emerson: “La società è come un’onda. L’onda si muove in avanti, ma resta immobile la massa d’acqua di cui essa è composta. La stessa particella non s’innalza dal fondo fino alla cima. La sua unità è solo fenomenica.”
Guardando ancora, vedremo figure che si muovono e agiscono, attori che ripropongono scene ataviche e che assomigliano, se mettessimo un fermo immagine, a mille telegiornali dei nostri giorni.
Moltitudini di singoli, che in quantità discrete, ricostruiscono la propria identità sociale, ripartendo dalle proprie origini.
a cura di stefania calabrò
mostra visitata il 2 giugno 2011
dal 27 maggio al 17 giugno 2011
MARCO PEDRANA
QUANTITÀ DISCRETE
A cura di Chiara Adele De Michele
Via Vanchiglia, 16 – Torino
Orario: martedì-venrdì, ore 9.30-13 15.30-19.00
Ingresso gratuito
Info.tel. +39 011 8123097 – e-mail: info@garignani.it
[exibart]
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