articoli correlati
Nacciarriti
in residenza a Bologna
L’artista
nelle precedente personale da Soffiantino
Nacciarriti
in mostra da Fornello
claudio
cravero
mostra visitata
il 5 giugno 2010
[exibart]
Tre giorni, tre sestieri, una costellazione di gallerie: il Venice Gallery Weekend torna a mettere in rete la scena cittadina,…
240 gallerie da 41 Paesi, tra nomi emergenti e giganti blue-chip, raccontano a Hong Kong il panorama dell’arte contemporanea internazionale.…
Il Padiglione Sudafrica alla 61ma Biennale d'Arte di Venezia rimarrà chiuso ma l’opera di Gabrielle Goliath, considerata divisiva per il…
Figura chiave del design industriale italiano, Ennio Brion è morto a 86 anni: la sua eredità attraversa il Novecento, dalle…
È iniziata la prima edizione di Arilica Festival: fino al 24 maggio 2026, Peschiera del Garda ospita un ricco programma…
Dal rapporto con la Germania del dopoguerra ai quadri rovesciati, cinque momenti chiave per conoscere Georg Baselitz e poter leggere…
Visualizza commenti
Caro Daniele,
ho presente tutti.
Per quanto riguarda i giovani il talento dovrebbe avere a che fare con il mettersi in una situazione di pericolo, di difficoltà. Troppo facile giocare abilmente con certi codici....lo smart relativism (e non mi riferisco prettamente ad A.N.) è molto facile: citazione colta da wikipedia+ formalizzazione corretta prendendo spunto, semmai, da Moussoscope...
Lo smart relativism è assolutamente apprezzabile e rispettabile..ma si tratta di una forma di artigianato contemporaneo...ripeto: i giovani non dovrebbero trastullarsi in questa bambagia..non avrebbe senso.
Il problema vero è che i giovani artisti sono costretti da subito su un percorso di professionalizzazione forzata. Anche il fumo di Nacciaritti è professionalizzazione forzata. Per questi motivi, in una prima fase, bisogna avere la sensibilità di bypassare il sistema senza però eliminare il dialogo con il sistema*....
Questo equilibrio è molto difficile in italia perchè viviamo complessi di inferiorità verso la scena internazionale e quindi tendiamo a scimmiottare tale scena. Questo anche a livello curatoriale; ma anche come galleristi o collezionisti. Finiamo per essere copie sbiadite degli originali. Quindi poco interessanti.
Senza contare che non ci sono spazi di confronto critico. Questo di exibart è il solo, anche se parziale.
Un confronto critico aperto e leale (con il blog faccio quello che posso) sarebbe prezioso per tutti. Invece c'è questa clache snob che preferisce fare finta di niente, e i giovani artisti non capiscono che appoggiare questo atteggiamento significa fare il proprio male......
Basta guardarci indietro, dove sono finite le promesse anni 90?
* bypassare il sistema significa mettere in discussione alcuni codici e alcune convenzioni. Direi quasi una certa definizione di artista. Questo sarebbe solo un metodo, non certo il fine.
Dovresti, a mio modestissimo parere, guardare verso quelli di cui ne leggi ne puoi scrivere su flash art. Già che ci sei acquista o prendi in prestito un buon vocabolario/dizionario e cerca sotto la voce "artigianato".
La tua alternativa non è un'alternativa è solo un modo di penetrare nel sistema, forse anche tu hai bisogno di prendere le distanze da mamme&nonni foundation...chissà. E' facile cercare l'alternativa nella bambagia
ma se questo "smart relativism" fa arrivare questi artisti dove sono - non nella top ten di obrist ma cmq in una galleria "giusta" - chi glielo fa fare di Rischiare??? ma lo sapete la disoccupazione che c'e' in giro?
quindi... no Rischio, piuttosto Raschio(il fondo)
per puzzolo e livio:
credo che l'artigianato possa essere fantastico e forse una risorsa in questa crisi nera. Pensiamo a quelle ragazze che iniziano a cucirsi i vestiti e si stanno facendo la loro collezione...il bello della crisi.
Il problema nasce quando l'arte contemporanea, con i giovani, vorrebbe rendere pretenzioso una certo artigianato contemporaneo. Non posso avere Liam Gillik? Chiamo Luca Ranini dello Iuav per avere qualcosa di simile....allora meglio l'ikea: essenziale, utile e non pretenziosa. Ma meglio ancora diventare indipendenti da una certa definizione anacronistica di artista. Da una certo narcisismo pretenzioso, italiano ma non solo.
Luca Rossi, ciao, concordo. Anche sulla necessità di confronto. Se ne fa da anni, però, e qui e altrove, basta solo non fermarsi, e a volte tu pure ti accontenti dei soliti accrditati, noti..
Comunque...Approfondisci?
Quali i critici italiani coraggiosi e non omologati?
Quali gli artisti che vedi sulla buona strada?
gallerie? sp. no-profit? Blog e webmagazine?
Eddai, diamo qualche nota positiva... propositiva, soprattutto
Il problema è che in italia la posta in gioco è così bassa che forse non vale la pena neanche non essere omologati. Cosa fare con luca rossi? "Invitarlo" o no? Io vorrei uscire da queste dinamiche sterili e basarmi su quelle persone che non vogliono mentire a se stesse. Perchè io in fondo pongo semplicemente dei dubbi, delle critiche opinabili...in italia, questo non lo fa nessuno...mi stavano invitando ad un confronto a milano, in una sede interessante, e all'ultimo è decaduto tutto....
Ma ripeto, il punto è non mentire a se stessi. E oggi vedo molti artisti, curatori e critici che stanno mentendo a se stessi.
Le cose più illuminate le vedo all'estero. Mi piace la lista di H U Obrist, dei 30 artisti più interessanti. In italia apprezzo molto la programmazione della fondazione trussardi perchè anche se blockbuster sempre molto curata, insolita e intelligente. Belli Seghal e Dean.
Flash Art ultimamente (apparte alcune scelte inevitabili) mi piace perchè fotografa bene la fase di crisi: a luglio in copertina c'è il disegnatore Pazienza.
Moussoscope (Mousse + Kaleidoscope) passa artisti mainstream-colti e internazionali. Costoro sono più che altro sfumature della vera opera d'arte: Moussocope stessa. Alcuni sono anche interessanti. Ma non si riesce ad uscire da certi codici, ormai anche internazionalmente affaticati.
In generale si passa da mostre "giovani" fatte da oggettini-opere formalizzati in modo accattivante ad una certa spettacolarità pop. In entrambi i casi andiamo bene solo quando si propongono o si copiano valori consolidati (molti artisti italiani stanno rileggendo semplicemente l'arte povera). Non si tratta di essere originali ma di sprecare sistematicamente l'opportunità di essere diversi o sinceramente uguali. Ecco non ci sono urgenze sincere, per molti c'è come una forma di creatività forzata, di narcisismo neo-pop...la cosa rimane stucchevole.
Lucarossi che non sei altro! e un bel chi se ne frega non ce lo mettiamo?
caro morimura, il punto è proprio questo...me ne frega molto relativamente, ma a commento precedente rispondo. Non confondere sempre il mio scrivere con dei contenuti; spesso si tratta solo di un esercizio fine a se stesso che potremo dire autistico; ora sono in piscina a 2000 metri. ; )
ma cos'è sta roba? una posersublimazione da poser black block?
ma andate a lavorare!