Georg Baselitz in mostra a Firenze: 5 cose da sapere sul grande artista tedesco

di - 25 Marzo 2026

Apre oggi al pubblico, al Museo Novecento di Firenze, Baselitz. AVANTI!, grande mostra realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista, curata da Sergio Risaliti e visitabile fino al 13 settembre 2026. Distribuito sui tre piani del museo, il progetto espositivo riunisce circa 170 opere tra incisioni, dipinti e sculture, mettendo al centro un aspetto decisivo ma meno frequentato della sua ricerca: la grafica. Per leggere meglio una figura che ha attraversato più di 60 anni di storia dell’arte, ecco cinque cose da sapere su Georg Baselitz.

Ritratto Georg Baselitz, 2003, © Benjamin Katz, 2024

Baselitz è un artista nato tra le rovine del Novecento

Nato nel 1938 in Sassonia come Hans-Georg Kern, Georg Baselitz cresce in Germania tra la guerra e le sue conseguenze. Questa dato biografico agisce come una matrice profonda del suo lavoro. Più volte l’artista ha ricordato di essere nato in un Ordine distrutto», tra paesaggi, persone e strutture sociali devastate, e di non avere mai voluto ricostruire un sistema stabile o rassicurante. Da qui deriva la sua attitudine costante a mettere in crisi ogni struttura considerata affidabile, a diffidare delle forme chiuse, a sabotare la composizione e l’idea stessa di armonia. La sua arte nasce da una frattura e continua a lavorare dentro quella frattura.

Il suo nome d’arte è una dichiarazione

Nel 1961 Hans-Georg Kern sceglie di chiamarsi Georg Baselitz, prendendo il nome dal proprio paese natale, Deutschbaselitz. Anche questo passaggio è significativo: la scelta di uno pseudonimo che rivela un gesto di costruzione di sé. In quegli anni Baselitz studia prima a Berlino Est, da cui viene espulso per «Immaturità sociopolitica», e poi a Berlino Ovest, dove conclude la sua formazione in un ambiente attraversato dall’Arte Informale, dal Tachisme e dall’Astrazione gestuale. Nello stesso periodo guarda all’eredità di Kandinsky, Malevič, Munch, ma anche al Manierismo italiano, all’arte africana e alla tradizione espressionista tedesca. Il suo linguaggio si forma così, in maniera disorganica, più che come un sistema coerente.

Georg Baselitz with the wood sculpture ‘Donna Via Venezia’, studio Schloss Derneburg 2004 © Benjamin Katz

I quadri capovolti come chiave concettuale

L’immagine rovesciata è il tratto per cui Baselitz è diventato universalmente riconoscibile ma ridurla a una trovata formale sarebbe fuorviante. A partire dal 1969, con opere come Der Wald auf dem Kopf, il capovolgimento diventa una modalità concettuale per sottrarre il soggetto alla lettura narrativa e costringere lo spettatore a guardare la pittura come pittura, ovvero forma, colore, superficie, costruzione. Invertendo la figura, Baselitz vuole affermare il soggetto attraverso l’instabilità. Lo spostamento ne interrompe la funzione illustrativa. È un gesto contro l’accademia, contro l’abitudine visiva, contro ogni immagine che si lasci consumare troppo rapidamente. In questo senso, il rovesciamento agisce sul pensiero e sulla percezione, obbligando a ricominciare da capo.

Georg Baselitz, Der Wald auf dem Kopf / Il legno sulla sua testa, 1969 Museum Ludwig, Köln, Schenkung Sammlung Ludwig, 1976 © Georg Baselitz 2019

Prima dello scandalo e del successo c’è una lunga lotta con la figura

Negli anni Sessanta Baselitz diventa noto per dipinti figurativi violenti, deformati, volutamente disturbanti. La sua prima personale alla Galerie Werner & Katz di Berlino Ovest, nel 1963, provoca scandalo e due opere vengono sequestrate per oscenità. Ma quella provocazione non è mai gratuita. L’artista sta già lavorando su una figura ferita, compromessa, spezzata dalla storia. Lo si vede con particolare evidenza nella serie degli Eroi del 1965-66, dove i personaggi appaiono isolati, esausti, privi di retorica, lontanissimi da qualsiasi idea monumentale o trionfale. L’eroe di Baselitz emerge dalle macerie, portando addosso i segni del collasso storico e morale della Germania. È una figurazione che va oltre la rappresentazione, per contraddirla.

G. Baselitz, Erstes Frakturbild – Der neue Typ (Maler im Mantel), 1966. Olio su tela, cm 251 x 191. Berlino, Collezione privata. © Georg Baselitz 2017

A Firenze arriva una mostra che insiste su un aspetto decisivo: l’incisione

La novità di Baselitz. AVANTI! sta soprattutto qui. Pur includendo dipinti e sculture, la mostra del Museo Novecento mette in primo piano l’incisione, che per Baselitz non è affatto una pratica secondaria. Già a metà anni Sessanta l’artista si misura con la grafica ma è soprattutto dagli anni Settanta e Ottanta che questo linguaggio assume un ruolo centrale, anche su grande formato. L’incisione gli consente di radicalizzare il segno, di lavorare sulla pressione, sull’urto, sul rapporto diretto tra gesto e materia..

La mostra fiorentina aggiunge poi un elemento ulteriore: il rapporto di Baselitz con la città. Il suo soggiorno a Firenze nel 1965, grazie alla borsa di studio di Villa Romana, è stato un momento decisivo. Qui entra in contatto con Rosso Fiorentino, Pontormo, Beccafumi, quindi con tutta quella linea anticlassica, instabile, espressiva che ha attraversato l’arte italiana e che avrebbe lasciato tracce profonde nella sua formazione. E proprio Firenze oggi accoglie una mostra che, più che riassumere un percorso, lo riapre da un punto specifico e sostanziale: la stampa come gesto radicale, la grafica come linguaggio in cui la ricerca continua a mostrarsi nella forma più nuda e incisiva.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Numero 51 presenta Shigeru Arai e l’arte dei Sofubi

Alla galleria milanese espone una rara selezione di opere di Shigeru Arai (NAGNAGNAG), provenienti da collezioni private. Sculture in soft…

14 Aprile 2026 17:50
  • Architettura

Ritagliare lo spazio come atto di comunità. L’installazione radicale di Gianni Pettena da BiM a Milano

L’installazione Paper/Northern Lights di Pettena si accende di nuova luce con l’intervento a cura del collettivo Specific. E il 18…

14 Aprile 2026 17:37
  • Arte contemporanea

Alla Biennale 2026 il Padiglione Santa Sede diventerà un giardino di suono e spiritualità

Annunciati gli artisti e gli spazi del Padiglione Santa Sede alla Biennale d'Arte 2026: da Brian Eno a Patti Smith,…

14 Aprile 2026 17:11
  • Progetti e iniziative

Dai pneumatici al suono della città: Continental alla Milano Design Week

Alla Milano Design Week, per il Fuorisalone, Continental, produttore leader di pneumatici premium presenta The Sound of Premium, un’esperienza immersiva…

14 Aprile 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Medina Triennial. Arte, ecologia e comunità in un villaggio di New York

Artisti di alto profilo per la prima edizione della Medina Triennial, la nuova manifestazione nello Stato di New York che…

14 Aprile 2026 16:29
  • Design

RUFA alla Milano Design Week: giovani designer esplorano la potenzialità del buio

Alla Milano Design Week 2026, negli spazi di BASE, RUFA presenta un progetto realizzato dai suoi giovani studenti che ribalta…

14 Aprile 2026 13:10