Promossa dal Lions club Torino Principe Eugenio, la mostra ha l’intento di far conoscere un condottiero, un uomo politico, che tra i primi ebbe una visione globalizzante dell’Europa, un uomo di spirito, cultore di ogni disciplina e amante dell’arte.
Eugenio di Savoia (Parigi 18.10.1663 – Vienna 21.5.1736), figlio cadetto di Eugenio Maurizio di Savoia-Carignano capostipite della linea di Soissons, entrato al servizio dell’imperatore Leopoldo I, conseguì importanti successi che gli valsero la nomina a feldmaresciallo; nel 1697 sconfisse i turchi a Zenta costringendoli alla pace di Carlowitz. Durante la guerra di Successione spagnola, fu a capo delle forze imperiali in Italia, vincendo i francesi a Carpi, a Luzzara, a Hochstadt e a Torino nel 1706 quando il valoroso soldato Pietro Micca sacrifica la propria vita per la salvezza della città e permise di mantenere integro il sistema di gallerie realizzato per la difesa della città e che avrebbero, successivamente, consentito ai piemontesi di resistere fino all’arrivo degli austriaci che ruppero l’assedio francese.
A capo del consiglio di guerra e consigliere autorevole dell’imperatore Giuseppe, fu nuovamente vittorioso sugli ottomani a Petervardino e a Belgrado comandò l’esercito asburgico durante la guerra di Successione polacca (1733-35), senza riuscire però a salvare Philippsburg (1735). Muore, per problemi di salute, nel 1736, fu seppellito a Vienna ma il suo cuore fu portato a Torino e deposto nelle tombe dei Savoia presso la Basilica di Superga.
Collezionista, bibliofilo e mecenate, fece costruire sontuose residenze, tra cui il famoso palazzo Belvedere di Vienna.
Un centinaio di pezzi, tra stampe, biglietti, lettere autografe, disegni e quadri, armi e corazze ripropongono l’epopea del principe Eugenio di Savoia Soissons.
La mostra si presenta molto interessante per quanto riguarda il materiale esposto, anche se in realtà è evidenziata principalmente la figura del condottiero e non tanto quella di cultore di ogni disciplina e amante dell’arte. Di basso livello è l’allestimento, difficile la lettura delle didascalie, buie molte delle teche espositive. Si svolge in un luogo sicuramente affascinante, ricco di storia ma è una struttura museale che necessita di lavori di restauro. Scopo dell’evento è la raccolta di fondi necessari proprio per l’avvio dei lavori per il recupero del Mastio dell’antica Cittadella sede del Museo Storico Nazionale di Artiglieria che è la più antica istituzione europea del genere e il più antico museo di Torino, fondato presso il Regio Arsenale da Carlo Emanuele III nel 1731 ad uso dei giovani artiglieri della Scuola teorica istituita da Ignazio Bertola. Conserva una collezione di armi e artiglierie a carattere generale, con armi da fuoco, armi d’asta, armi bianche e armi difensive.
In occasione di questa mostra viene presentato anche un falcone del Ducato di Savoia, da poco restaurato con il fondo del Lions Club Torino Principe Eugenio. Cannone (1631/1632) in cuoio con anima di rame, rivestita con doghe di legno ricoperte di cuoio.
E’ un simulacro, incapace di sopportare la minima pressione era stato creato come deterrente psicologico, visto ad una certa distanza il pezzo era sicuramente irriconoscibile come falso.
A cura della Direzione del Museo è l’interessante rassegna, che si svolge in contemporanea, su le più significative armi portatili.
Paolo Tamborrini
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