Attraverso un obiettivo che legge la realtà in bianco e nero ci vengono presentati Cuba e i suoi abitanti.
La filosofia di vita del popolo cubano, accende l’interesse dello spettatore in questa singolare esposizione della Fondazione Italiana per la Fotografia curata da Marco Fioravanti.
Il rapporto del popolo cubano con la sua terra è evidente nell’analisi social culturale della fotografia documentale di Osvaldo Salas e Raúl Corrales
Il passaggio tra passato e presente è segnato da opere come quelle di José Manuel Fors la cui ricerca s’incentra sul ritrovamento e riutilizzo di vecchie foto degli album di famiglia, carta geografica per orientarsi tra i ricordi del passato.
Dagli sguardi e dalle situazioni collettive si passa alla riflessione semantica sul corpo e sulla sessualità, apertamente vissuta o negata – specie se omosessuale.
Emblematico il primo piano dell’uomo che oppone resistenza all’imposizione di un lenzuolo bianco strettogli intorno alla testa, intitolata Maleficio di Marta Maria Perez Bravo; o il corpo ebano – fotografato da Renè Peña – che si caratterizza per la lama appuntita sorgente dalla zona pubica e che nel suo ostentato richiamo sessuale mostra la serenità con cui molti cubani vivono l’erotismo; e, poi, ancora la casa costruita dalla giovane artista Alina Pèrez, che attraverso il suo edificio racconta la propria idea di maternità – il ventre materno che è culla della vita, simbolo di protezione al pari della donna, anima centrale della famiglia.
La mostra che offre al pubblico locale un’immagine inedita dell’isola e dell’espressività dei suoi artisti è collegata ad un’altra iniziativa dedicate alla cultura cubana e promossa dal Premio Letterario Grinzane Cavour – La Habana in collaborazione con l’Unione Nazionale degli Scrittori e Artisti Cubani (UNEAC), con l’intento di favorire la diffusione della letteratura cubana in Italia.
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