Spirito erratico, alla continua ricerca di nuove
esperienze, volte a penetrare nelle pieghe più nascoste della realtà per
verificare e confrontare le diverse manifestazioni della cultura, Costa Vece (Herisau, 1969; vive a Zurigo)
rivolge la sua attenzione a tutti i fenomeni sociali, con particolare
insistenza sull’antropologia e sull’architettura.
Lavorare nello spazio gli consente di individuare le
trasformazioni, di verificare come il cambiamento della struttura
architettonica possa definire l’anima del luogo. Costa Vece afferma che l’arte
non è quel che appare. Bisogna scavare all’interno per cercare la natura umana,
per portare alla luce quel che si cela dietro la facciata. Le riflessioni concettuali
si concretizzano nell’installazione, che deve saper comunicare con
immediatezza, ma anche suggerire approfondimenti ulteriori.
L’opera è un invito a cercare quel che non si trova, è
dunque una sorta di utopia reale, nella quale “non si possono nascondere i
tratti personali, quali la rabbia o la melanconia”. Il progetto della mostra This
was not the end
lascia presagire fin dal titolo il bisogno di un’apertura ad altro, di un
orizzonte dilatato. Compenetrando i linguaggi dei lavori su carta e delle
sculture, l’artista attinge alla realtà quotidiana, dalla quale preleva oggetti
d’uso, che hanno sempre riferimenti personali: in essi i ricordi si amalgamano
con considerazioni di natura sociale.
Il percorso è introdotto da un ciclo di collage realizzati
mediante fotografie tratte da riviste e da libri di antropologia, ritagliate,
strappate e stratificate in modo da costituire microcosmi nei quali i soggetti
appaiono sempre indefinibili. Nello stesso spazio è collocata una sedia, con la
seduta verso la parete, sulla cui spalliera è appeso un giubbotto dell’artista.
A ogni piano della galleria lo spettatore è posto a confronto con installazioni
il cui comun denominatore è un’esperienza personale di Costa Vece. La sua
volontà di smettere di fumare masticando gomme di nicotina gli suggerisce
l’idea di utilizzare questo materiale povero per l’elaborazione di sculture di
piccolo formato, dalle tipologie più diverse, accumulazioni e sedimentazione di
materia, che vengono appoggiate su oggetti di comune arredo e diventano parte
integrante di interni quotidiani, la cui atmosfera è intima, familiare.
Le sculture sono via via integrate con una lampada, con
sgabelli, con una teca di vetro, con un’alzata coloratissima, dalla base a
mosaico, perfino con un seggiolino da neonato. L’insieme assume un intenso
sapore evocativo e genera l’idea di un’interiorità lontana dal rumore del
mondo, sensazione accentuata dal minimalismo dei lavori.
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in auto a Bologna
tiziana conti
mostra visitata l’8 maggio 2010
dal 6 maggio al 19 giugno 2010
Costa
Vece – This was not the end
Galleria Franco Noero
Via Giulia di
Barolo 16d (zona corso San Maurizio) – 10124 Torino
Orario: da giovedì a sabato ore 15-19 solo su prenotazione
Ingresso libero
Info: tel. +39 011882208; fax +39 01119703024; info@franconoero.com; www.franconoero.com
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