Guardarsi attorno, guardarsi dentro e guardare fuori verso orizzonti sconosciuti. Uno sguardo inteso come ricerca, conoscenza, esperienza e dunque vita, si manifesta in ogni lavoro dell’artista. In Pittore (2011) è quello dell’artista sul ritratto che sta componendo e sulla donna che sta ritraendo. Uno sguardo sull’arte, qui intesa come espressione della relazione con il mondo esterno, associata al proprio vissuto interiore: due individui distinti che si osservano e che si svelano, formando una nuova storia che appartiene e descrive entrambi, in quel caso espressa dal ritratto. L’arte come ricerca e conoscenza del mondo e di sé emerge anche in Autoritratto (2009), in cui l’artista, immersa nella natura fino quasi a diventarne parte, con-fondendosi in essa, ritrae se stessa più volte, sovrapponendosi su un foglio (o diversi?), come per scoprire e svelare i vari strati del proprio essere.
Non vi è mai però il solo o la solitudine di per sé nelle opere di Gosia, ma una riflessione acuta sull’individualità e la sua implicita relazione con l’ “altro”. Nelle diverse versioni di Dana e Korina (2008), sono due individui che avvicinandosi si uniscono, diventano un abbraccio e formano una cosa sola. Al contrario, in Al castello, (2012) il viso “nascosto” dell’uomo sdraiato accanto ad una donna separa l’intimità della coppia a letto, differenziandone le singole personalità.
Attraverso i suoi lavori, l’artista ci racconta delle storie che non si riducono solamente a episodi di vita vissuta, ma che esprimono un concetto intenso di vitalità, di pulsione che ha bisogno di spazio, confronto e diversificazione per esistere ed emergere. Nel palazzo raffigurato in Block (2012), tra le storie di vita contenute negli alloggi che si percepiscono e si intravedono dall’esterno tramite le finestre e i balconi, ve n’è una che passa inosservata, che si confonde con i vani scala nella struttura dell’edificio: una finestra bianca, sbarrata, che nasconde quel rifugio ormai svuotato che continua però a vivere, a trasmettere e a raccontare il passato che lo abitava. Una barriera che forse aspetta di essere abbattuta, per dare spazio nuovamente alla vita, non solo nella memoria.
Sara de Paoli
Mostra visitata il 16 gennaio 2013
dal 15 gennaio al 2 marzo 2013
Gosia Turzeniecka, Con il titolo
A cura di Ivan Fassio
Galleria Glance
Via San Masimo 45 (interno cortile) – (10123) Torino
Orari: da martedì a sabato 15:30-19:30 o su appuntamento
Info: 345 3364193, info@galleriaglance.com, www.galleriaglance.com
Grandi ritorni, blockbuster e nuove mitologie del maxi schermo. L’agenda dei titoli imperdibili, da gennaio a dicembre
Un incendio nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio ha gravemente danneggiato la Vondelkerk, chiesa progettata da…
Nel centenario della sua morte, il Musée d’Orsay dedica la prima grande monografica francese a John Singer Sargent, restituendo alla…
FORGET AI è il primo magazine di moda cartaceo interamente generato attraverso processi di intelligenza artificiale. E sembra dirci che…
A Hobart, il museo MONA dell’eccentrico collezionista David Walsh ha presentato una nuova installazione permanente e immersiva di Anselm Kiefer,…
La storica chiesa sconsacrata di San Francesco della Scarpa, nel centro di Lecce, ospita una suggestiva mostra di Driant Zeneli:…