Alla sua prima personale italiana, Katherine Bernhardt (1975, St.Louis, Missouri) presenta una nuova serie di ritratti di celebrità e personaggi famosi della moda e dello spettacolo -da Kate Moss a Drew Barrymore, da Bjork a Paris Hilton- icone dei nostri giorni e simboli della società consumistica.
La critica all’attuale mondo mediatico, quello che secondo McLuhan opera una manipolazione subliminale della nostra percezione visiva ed estetica, si esprime non solo attraverso i soggetti raffigurati, ma soprattutto attraverso la tecnica. L’approccio puramente pittorico si esplica in un’impostazione di tipo tradizionale, ma con forti suggestioni dalla storia dell’arte. Pennellate spesse e violente, grumi di colori contrastanti e accostamenti coloristici stridenti richiamano alla mente importanti fonti storiche, secondo la linea di uno stile “primitivista”. Dalla ritrattista espressionista, alla maniera di Ernst Ludwig Kirchner, alla scomposizione figurativa picassiana; dalla libertà visiva e iconografica di Jean-Michel Basquiat alla leggibilità cancellata dei ritratti di Georg Baselitz; dal realismo controllato dei quadri di Alex Katz all’approccio glamour di Karen Kilimnik.
L’utilizzo di una tecnica pittorica così marcata e di una palette di colori prevalentemente scuri, in cui predominano i neri e i bruni, stride con quella pop culture cui appartengono i soggetti. Indossatrici, brand registrati e
Le icone della cultura odierna si fanno bersaglio per la critica sociale dell’artista, che, con un vena di ironia e malinconico disincanto, affronta le ossessioni della nostra società: l’inarrestabile ricerca di modelli e la loro irrimediabile perdita, il fascino mass mediale dell’oggetto di consumo e il suo potere commerciale. La superficie piatta dei magazine di moda acquista lo spessore materico del colore e l’apparire delle cose diventa una rappresentazione pittorica estraniante e deformante.
ilaria porotto
mostra visitata il 13 luglio 2006
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forse andava citata anche chantal joffe, tra i riferimenti, più che katz...