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fino al 21.XI.2010 | Inside India | Torino, Palazzo Saluzzo Paesana

di - 16 Novembre 2010
Nel settecentesco Palazzo
Saluzzo Paesana, in pieno centro di Torino, le sale dorate si aprono allo
scenario dell’arte contemporanea indiana. E se c’è una speranza – seguendo le
parole di Federico Rampini, corrispondente in Asia di La Repubblica – questa è proprio l’India. Entro i suoi confini,
infatti, si sta affermando una nuova idea di modernità, la stessa a cui
l’Occidente guarda con stupore, incredulità e ammirazione. Tra la rivoluzione
dell’industria informatica di Bangalore e il sogno di una Bollywood luccicante,
l’India è però anche il silenzio degli ashram. Alla ricerca del segreto di una
spiritualità millenaria.

In mostra, artisti che
sperimentano diverse possibilità espressive per tracciare una geografia della
contemporaneità indiana. Autori che raccolgono l’eredità dell’utopia negata di
Gandhi e Nehru. Nel caso di T V Santhosh,
queste premesse prendono forma in tele di grandi dimensioni in cui si fondono –
con il solo mezzo pittorico tradizionale – elementi iperrealistici
monocromatici e sfumature psichedeliche. L’uso di colori acidi, che ricorda la
tipica polarizzazione della pellicola, riporta alla condizione umana immersa
nella violenza e nel terrorismo. Il contrasto delle immagini, prelevate da
notiziari e web, rivela infine le due facce di una stessa medaglia:
positivo/negativo e, non ultimo, Oriente/Occidente.


L’ambiguità del reale nell’era
della globalizzazione, tra sogno e concretezza, è invece il tema affrontato da Thukral et Tagra. Il duo ritrae l’india
del XXI secolo interpretando i nuovi costumi emersi a seguito dell’apertura dei
mercati stranieri. Gli artisti diventano portavoce di un’estetica produttiva
intrisa di storia, elementi pop e vita di strada. Assimilabili alla tendenza Neo
Baroque occidentale (AES+F o Nicola Verlato), Thukral et Tagra
presentano tele, gadget e sculture scenografiche che, con caustica ironia,
indagano il consumismo e il cosiddetto “feticismo del marchio”, vale a dire
quell’attitudine che induce il compratore a investire di significato il logo di
un’azienda.

Nelle opere di Jagannath Panda, animali mitici e
leggendari dell’India abitano il contesto urbano delle megalopoli. Immerso in
un’aura sacrale, l’artista esplora la dimensione onirica del ricordo,
riportandone alla luce gli aspetti più concreti e quotidiani. Nei quadri e
nelle installazioni gli animali sono analizzati nel rapporto gerarchico in
relazione all’essere umano. Lumache, serpenti, cervi e farfalle sono infatti
immersi nel dramma della realtà urbana, e vivono lo squilibrio esistenziale –
di personale memoria dell’artista nella condizione di immigrato – che li rende
simili a fantasmi in cerca di una vita di agi contornata d’oro e broccati.


Il veterano di Inside India – ma mancherebbero solo Anish Kapoor e Shilpa Gupta per completare l’ottima cornice espositiva – è Atul Dodiya. Densi di intrecci e
rimandi filosofici, i suoi lavori sono testimoni dell’attuale ibridazione
culturale. Le tele metalliche sono realizzate con un mix di leghe normalmente
impiegate per le carrozzerie delle auto, e le figure stilizzate sono
impreziosite da foglie d’oro e magneti colorati acquistati in musei
occidentali. Passaggi d’India.

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dal 5 al 21 novembre 2010

Inside India

a cura di Marco Marrone
e Margherita Artoni

Palazzo Saluzzo di
Paesana

Via della
Consolata, 1bis (zona Quadrilatero romano) – 10122 Torino

Orario: da martedì
a sabato ore 15-19

Ingresso libero

Info: mob.
+39 3355701348;
info@insideindia.it; www.insideindia.it

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