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fino al 21.XII.2008 | Ecosoft Art | Torino, Pav

di - 18 Novembre 2008
Accostando la parola natura alla parola arte, la prima immagine che viene in mente è una natura morta. Frutta, fiori, limoni, magari il cesto di frutta caravaggesca sulla filigrana delle vecchie, ormai obsolete, 100mila lire. Qualunque sia l’immagine, sarà sicuramente risalente a un movimento nato nelle Fiandre a fine Cinquecento. E se invece di viaggiare nel tempo e nello spazio rimanessimo in una Torino contemporanea? In questo caso, l’addizione di natura ed arte darebbe come risultato il Parco d’Arte Vivente.
Il primo novembre, con la mostra Ecosoft Art, il Pav ha aperto definitivamente i battenti. Gli artisti in mostra raccontano il passato, il presente e il futuro del Parco ideato dall’artista Piero Gilardi.
La narrazione per immagini e opere si articola in tre sezioni: Preludi, Arrivi e Visioni. Nella prima, Andrea Caretto e Raffaella Spagna, Gianluca Cosmacini, Eleonora Diana e Jun Tacita mostrano la genesi del museo sorto sull’ex area industriale delle officine Framtek. Arrivi raccoglie invece le opere che diverranno parte integrante della collezione del Pav: sono Fontane, Self bar e La Grotte di Michel Blazy, Nebulosa di Enrica Borghi, Panchina Luminosa di Fausto Mariotti, Bioma, Photosphor e Sottobosco dello stesso Gilardi.
Infine, la sezione Visioni introduce il progetto di First Curated Forest, un’idea di Nicolas Bourriaud, curatore dell’Art Program del Pav, che ricrea un frammento di habitat tipico della pianura preindustriale. All’interno di questa foresta è previsto poi Biotope/Immigration, un impianto biotecnologico studiato dal biologo Giuseppe Camerini e da Francesco Mariotti, che popolerà il bosco di migliaia di lucciole.

All’esterno del museo si trova la prima grande opera del Parco, realizzata nel 2006 dall’artista francese Dominique Gonzalez-Foerster. È Tréfle, un enorme quadrifoglio fiorito nel cantiere del Parco, nel quale i cittadini potranno passeggiare liberamente, percorrendone la superficie erbosa e il canyon che lo circonda.
Da quest’opera emerge la filosofia del Parco intero. Spiega Gilardi: “Il Pav è un’istituzione artistica che si configura come ‘sito d’arte’ nella natura. Un luogo in cui l’arte ha superato i tradizionali confini concettuali e linguistici per ‘contaminarsi’ con i settori più vivi e sperimentali della vita sociale odierna, come quello ambientalista. Il tutto è immerso in un’architettura del paesaggio molto vasta, 23mila metri quadrati, in cui non ci sono sentieri prestabiliti e che ospita anche una struttura espositiva biocompatibile che accoglie i servizi, le aule didattiche e le opere degli artisti”.

Tutto all’interno del Pav seguirà i cicli del vivente. La biocompatibilità sottrarrà le opere del Parco dalla perversità di un’“etica” del restauro che vuole le opere d’arte contemporanea come immortali (o almeno immuni al paradigma di Lavoisier secondo cui “tutto si trasforma”). Una legge che invece guida le metamorfosi del Pav e introduce l’insegnamento che ne è alla base: l’interesse e il rispetto verso tutto ciò che è vivente.

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Intervista con Michel Blazy

stefano riba
mostra visitata il 6 novembre 2008


dal primo novembre al 21 dicembre 2008
Ecosoft Art. Un parco in movimento 2006/2008
PAV – Parco d’Arte Vivente
Via Giordano Bruno, 31 (zona Filadelfia) – 10134 Torino
Orario: da giovedì a domenica ore 10-13 e 14-18
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 01119505210; info@parcoartevivente.it; www.parcoartevivente.it

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