L’esposizione riunisce l’opera di tre giovani artisti, presentando uno dei possibili percorsi della nuova fotografia italiana: Sabine Delafon, Fabrizio Orsi, Attilio Solzi. Protagonista è l’universo femminile, con la sua nuda fisicità, il suo porsi in modo immediato, contro-modello dello stereotipo esasperato che domina pubblicità e mass media in genere. I tre artisti lavorano su un tipo
La donna continua a essere protagonista nei dittici di Attilio Solzi (Soresina, Cremona, 1963), reporter collaboratore di Médecins Sans Frontières , che presenta il lavoro Flat land. Sono grotteschi dittici composti da ritratti di donne colte in una dimensione privata e quotidiana. Sono donne sole, in bilico tra l’essere casalinga e i modelli della società dei consumi a cui pateticamente tendono, tra nudità e grembiuli domestici, a confronto con i luoghi della solitudine e dell’alienazione del nostro contemporaneo: supermercati isolati in grandi parcheggi deserti, anonimi appartamenti metropolitani. E’ il diario fotografico di donne il cui corpo è agli antipodi dei modelli massmediali, fatte posare in ambienti domestici, come il salotto di casa o il tinello, seminude e in atteggiamenti dimessi. Una realtà frustrante che inghiotte e troppo spesso viene considerata “normalità”.
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