Isole e paesaggi nordici per installazioni che creano una realtà mediata dalle memorie dell’artista. Strutture sensibili alla temperatura di un universo che prende la propria misura da un tempo psichico che ne sfuma la visione creando contorni nuovi.
La scuola elementare che frequentava da bambina Katrìn Sigurdardòttir è ora intitolata Impass, Isak Primary school, Reykiavik. Muri di compensato altissimi si contrappongono alla piccola scala e dalle piccolissime finestre dell’edificio, che paiono schiacciati sotto la sproporzione dei muri. I classici materiali per miniature e plastici, grazie alla loro neutralità, permettono a queste installazioni, prive di particolari o dettagli precisi, di essere resoconto di un vissuto che non può essere mai restituito intatto, forse più intenso del dato reale dal quale è attinto. Le installazioni di
Il rapporto tra memoria ed immaginazione si manifesta nell’impianto architettonico di Island, in questo caso la struttura si sottrae ad un luogo connotato, riconoscibile, e mischia pareti alte pochi centimetri, che all’interno rivelano piccole luci e griglie di ventilazione, con il profilo di un’isola non
L’interesse di Katrìn Sigurdardòttir, ultimamente, si è allontanato dall’impeto che caratterizzava i primi lavori, per rivolgersi ad una maggiore oggettualità, caratterizzata da aspetti sempre più discordanti e passibili di molteplici letture.
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