Categorie: torino

fino al 22.XII.2010 | T. Venkanna | Torino, Luce Gallery

di - 15 Dicembre 2010
Miriadi di immagini e
citazioni infittiscono il lavoro di T.
Venkanna
(Gajwel, 1980; vive a Baroda). Un magazzino colorato, e anche un
po’ kitsch, che riporta l’attenzione su un Paese spesso dato in pole position tra
gli “emergenti”, e invece – fatta eccezione per il pugno di soliti nomi – ancora
inesploso sulla scena internazionale del contemporaneo.

Ma quanta India c’è in T.
Venkanna? Poco o niente, almeno a giudicare questa prima personale nel Vecchio
Continente, la cui prospettiva privilegia decisamente l’Ovest: che sia stato per
calcolato omaggio, per insofferenza verso i cliché etnici o per captatio benevolentiae
dedicata all’occhio dello spettatore autoctono, l’artista ha in ogni caso raccolto
le pietre miliari della cultura visiva europea, scegliendo come cardine e fuoco
dell’esposizione il quadro-simbolo del Rinascimento italiano, La nascita di Venere. Debitamente riveduto
e corretto, con la dea botticelliana divenuta una nera e satinata bellezza: pleonastico
il sottotitolo – The skin doesn’t matter.
If it is a matter of colour, I love black
-, ingenuo il messaggio di cui si
fa veicolo, teso a capovolgere il canone classico e a rivendicare
un’interpretazione soggettiva della bellezza.


Da accademica e piatta,
cullata tra le braccia di una rassicurante naïveté memore di Rousseau
il Doganiere
(i cui prestiti sono ricorrenti, vedi la Eva ), la pittura di Venkanna si scompiglia con addizioni di slogan,
scritte e grafismi. Multiforme e sicuro il tratto, dispiegato sia negli
esercizi di stile “ton sur ton”, sia
nelle figure che affiorano dal libro tagliato e manipolato con illustrazioni, nelle
cui pagine non è difficile rintracciare il filo conduttore di un erotismo
primitivo e innocente.

Un Nero, insomma, che non cela nulla di torbido o misterioso, ma che
aiuta semmai la “natura teatrale” evidenziata dalla presentazione della mostra:
una caratteristica testimoniata dall’inclinazione decorativa e dalla capacità
di “fare ambiente” con soffitti pullulanti di sagome – ovviamente nere – di
capolavori celebri, dall’Antica Grecia a Bronzino,
Tiziano, David, Manet.


Espediente
scenograficamente ben riuscito: una nuvolaglia di figure che si addensa sulla
testa del visitatore, o piuttosto una costellazione di icone, nella quale
trovare la stella polare è davvero arduo.

anita
pepe

mostra visitata il 13 novembre 2010


dal 6 novembre al 22 dicembre 2010

T. Venkanna – Nero

Luce Gallery

Corso San Maurizio, 25 (zona Giardino Reale) – 10124 Torino

Orario: da mercoledì a sabato ore 15.30-19.30

Ingresso libero

Info: tel. +39 0118141011; info@lucegallery.com; www.lucegallery.com

[exibart]

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