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fino al 23.VI.2012 | Alessandro Gioiello | Torino, Galleria Glance

di - 18 Giugno 2012
Polverizzare un materiale inusuale per creare i colori, rappresentare una sorta di negativo “sfocato” di elementi di dipinti già esistenti, è il lavoro che propone Alessandro Gioiello (Savigliano, Cuneo, 1982) nella sua personale alla Galleria Glance, in cui i soggetti sono raffigurati in una sorta di nebulosa, senza contorni definiti, immersi in quella perdita di nitidezza  che dona il titolo alla mostra. La scelta degli argomenti è da trovarsi nei clichés della pittura : nature morte e ritratti. Dettagli di opere di generi classici dalla metà del Settecento alla metà dell’Ottocento, maggiormente ripresi dalla pittura francese o inglese, di artisti come Caspar David Friederich, Simon Saint-Jean, Giotto, Antoine Watteau, Élisabeth-Louise Vigée-Le Brun, Jacques-Louis David, Henri Fantin-Latour, Richard Earlom. Non si tratta di un dogma imposto, ma di una ricerca che avviene a livello empatico: nelle opere originali i temi sono trattati in maniera “agrodolce” ed è in questo modo che l’artista vuole rappresentare la decadenza, in maniera soft, morbida come la lana utilizzata nei colori. Una decadenza e una precarietà che riconducono alla situazione dei giorni nostri e che viene raffigurata in due lavori che riprendono temi d’attualità, come la morte di Gheddafi (G.G.G.-GheddafiGoldenGun) e la tecnologizzazione e l’informatizzazione di massa rappresentata dall’icona di Word (Parole).

Il punto di arrivo per il giovane artista, pur sperimentando materiali diversi e tecniche varie, come il collage, è sempre la pittura. La ricerca del materiale è meticolosa, evidente nelle opere in cui l’elemento utilizzato come colore è la lana da ricamo colorata, polverizzata a mano, depositata e fissata su velcro cucito su tela, al quale l’artista applica uno primo strato di acrilico acquerellabile. Gioiello parla della costruzione del suo lavoro, confrontandolo ai Mandala che tradizionalmente, dopo un certo periodo di tempo, vengono “distrutti”, spazzando via la sabbia di cui sono composti: questo gesto vuole ricordare la caducità delle cose e la rinascita, essendo la forza distruttrice anche una forza che dà la vita. Nella fase iniziale, quella di polverizzazione del colore, per l’artista, la lunga durata della preparazione è molto interessante perchè paragonabile al risultato che vuole ottenere : dei negativi di un dipinto che già esiste e che rimanda alla polvere che con gli anni si deposita sui lavori già esistenti. Anche i due lavori a grafite, creano un effetto atmosferico simile. Come si nota in Cane errante (da un’opera di Caspar David Friederich), non vi sono mai tratti precisi, ma l’artista procede disegnando piccolo cerchi, per non lasciare tracce.
Macrodettagli di lavori più complessi che perdono la propria identità e diventano altro, a sè stante: dettagli che, ingranditi, perdono la propria nitidezza ed essenza stessa. In D’outer (da un’opera di Élisabeth Vigée-Le Brun), Gioiello, tramite un gioco di parole, evidenzia lo sguardo stralunato di una bambina : sembra venire da fuori, da lontano, quasi non appartenesse a questo mondo. La tecnica utilizzata  suggerisce immagini e storie precarie, vite con una durata limitata, dispersione, passato inteso come un  grande archivio della memoria. Ma sono lavori che aguzzano il tatto, i ricordi, avvenimenti passati, stati d’animo che suggeriscono di essere accarezzati, toccati un’ultima volta prima di svanire.
sara de paoli
mostra visitata il 30 maggio 2012
dal 30 maggio al 23 giugno 2012
Alessandro Gioiello – Blow up
Galleria Glance
Via San Massimo 45 (interno cortile) 10123 Torino
Orario : martedì – sabato 15:30 – 19:30 o su appuntamento
Info: tel. 00393453364193 – info@galleriaglance.com – www.galleriaglance.com

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