“La luce in Giappone è sempre pallida, decisamente diversa dalla luce francese più intensa. Sono convinto che la sua natura abbia un’incidenza sul paesaggio, la gente e la lingua”. Parole di Keiichi Tahara, studioso della luce e della sua forma, fotografo di fama internazionale e primo interprete di “Piemonte, una definizione fotografica”, progetto internazionale voluto dalla Regione Piemonte che intende, attraverso l’opera di grandi fotografi, valorizzare il territorio e la cultura piemontese. Ragion per cui, ogni fotografo che offrirà la propria visione del Piemonte, consegnerà due tirature di venti stampe numerate e firmate; una tiratura andrà a far parte della Collezione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea mentre l’altra, sarà donata ad una prestigiosa istituzione straniera.
Keiichi Tahara, giapponese di nascita ma parigino d’adozione – insignito di numerosi riconoscimenti quali il premio Gulbekian Museum (Portogallo) nel 1987, il premio Villa Medici – Fuori le Mura nel 1990 ed il Grand Prix della Città di Parigi nel 1995 – ha visto il Piemonte in un capolavoro del Barocco, al momento in fase di restauro: la Reggia di Venaria. Qui, giocando con luci, forme ed angolazioni ha fatto una cronaca asciutta di ciò che rimane “di un’architettura un tempo ricca e fastosa”.
Da ognuno dei circa quaranta scatti presentati, emerge una dimensione di vuoto, tipica dei luoghi inabitati: quadri di principi dallo sguardo lontano, a volte interrotto da un intervento di restauro che copre parte del volto, busti di re e regine segnati dal tempo, imponenti colonne custodi silenziose della storia. Emblematico l’albero secolare immortalato in tutta la sua potenza decadente e il volto velato di una dama; opere che vivono nel castello e che, nell’incontro fotografico con Tahara, ne rappresentano l’essenza.
Con questa mostra l’autore “ci invita a una riflessione sulle similitudini e le disparità fra le culture – spiega Jean-Luc Monterosso, curatore del progetto – inscrivendo a suo modo una delle ricchezze architettoniche del Piemonte nell’ambito di un patrimonio culturale collettivo e universale”.
La luce, sua instancabile ispiratrice, trova nel Barocco una delle sue migliori interpretazioni.
Con la luce, Tahara ci mostra scampoli del nostro passato reale in attesa di nuova vita, di una grande architettura piemontese patrimonio universale.
La tiratura di Keiichi Tahara sarà donata ed esposta alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi il 21 giugno 2001. Il progetto continuerà nel 2002 con le fotografie di Raymond Depardon che vedrà collaborare il Castello di Rivoli e la Maison de la Photographie di Mosca.
Federica De Maria
vista il 9 giugno 2001
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sarebbe bello vedere il volto velato della dama di cui parli...