“Nel paese della pubblicità” è la mostra che dà il via all’attività del Museo della Pubblicità all’interno del Castello di Rivoli. E’ la prima di una serie di tre: la seconda sarà a maggio, la terza che coinciderà con l’effettiva inaugurazione del Museo, è prevista per la fine del 2004. L’istituzione si fonda prima di tutto sulle raccolte RAI Sipra, archivio nato nel 1926, che comprende manifesti dagli anni Trenta agli Ottanta. Il materiale audiovisivo è composto invece di oltre diecimila spot, dal 1954 ad oggi, compresi i filmati premiati ai Festival Internazionali di Cannes e di Venezia.
Questa mostra è il risultato di una ricerca-scelta di circa trecento spot televisivi,
Nell’ambito della pubblicità, il cambiamento avviene quando si comincia a tener conto degli studi di marketing, quando non è più il “libero artista” a sviluppare in autonomia il tema proposto dal committente, ma la creazione inizia ad esser condizionata da indagini di mercato e da studi sulla psicologia del consumatore. Oggi c’è un nuovo cambiamento: non basta più “prevedere” i comportamenti dei consumatori, negli spot si mettono in relazione generazioni diverse, sessualità (si pensi alla campagna pubblicitaria di Campari Mixx), si allargano i confini. Nulla da ridire, dunque, sull’originalità e il divertimento nel guardare la mostra, ma dov’è l’indagine sulle differenze? Come si è sviluppata la pubblicità nel corso degli anni?
irene cafarelli
mostra vista il 3 novembre 2003
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