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fino al 29.VII.2005 | Nan Goldin – Polvere di Stelle | Torino, Guido Costa Project

di - 27 Giugno 2005

Il lavoro di Nan Goldin (Washington, 1953, vive a Parigi) è di quelli che colpisce al volto, senza lasciare vie di fuga. Le sue fotografie documentano con una partecipazione disarmante momenti di vita e di morte, situazioni e ambienti al limite. Sempre sulla soglia. Non necessariamente drammatici, come la morte per Aids. Anche l’atto d’amore e la nascita, mostrati in tutta la loro violenza animale. I sorrisi allora si stemperano, quando compaiono furtivi. O meglio, vengono illuminati dal riflesso della difficoltà di vivere. Ma con ciò non si deve immaginare un esistenzialismo di posa, o un atteggiamento intellettualistico sartriano. Al contrario, nel lavoro di Goldin emerge con una purezza acuta la vita nella sua spigolosità. Nulla a che vedere con l’esaltazione dell’esperienza e in fondo dell’umanismo che erano pietre miliari della poetica dell’azionismo viennese o di certa body art. Non c’è un corpo solitario a confronto con sé stesso. È invece un nastro che si svolge nel quotidiano, in una non-routine che spazia nella cultura underground. Un Doisneau che guarda in faccia il mondo, quello reale. E che proprio per questo sprigiona un “romanticismo” ben più coinvolgente, proprio nella sua imperfezione e nel suo essere nient’affatto idealizzato.
Così è stato per tutte le sue grandi mostre itineranti, da I’ll Be Your Mirror (1996) a Devil’s Playground (2001). Ma anche nelle personali meno monumentali, per esempio quella del 1997 allo spazio Th.e di Napoli. È doveroso allora plaudere al lavoro di Guido Costa, grazie al quale il pubblico italiano ha conosciuto Nan Goldin. Spostandosi a Torino, l’atipico gallerista ha continuato a rappresentare il suo lavoro (insieme a Lambert, White Cube, Spruth & Magers), consacrando l’ultima mostra nello spazio di via Mazzini proprio alla fotografa statunitense.
Polvere di Stelle presenta un numero di scatti ridotto. Ma si tratta di materiali di ineguagliabile valore. Una serie in bianco e nero è costituita da stampe uniche provenienti dall’archivio dell’artista e risalgono ai primi anni ’70. Sono dunque lavori seminali, di enorme importanza per comprendere quali sono stati i primi passi di un percorso che rivela una coerenza sorprendente. La tematica è quella delle drag queen, che si esplicita anche nei tre scatti risalenti al biennio 1991-92. Fotografie a colori stampate in grande formato, anche questa una novità che arricchisce la personale torinese. La parabola si conclude con uno slide show letteralmente mozzafiato. Dieci minuti di autentica e strabiliante lezione di fotografia. Il titolo, The Other Side (1996-97), è un manifesto dell’opera di Nan Goldin; la versione in mostra, a ulteriore conferma della sua rilevanza, è un’anteprima europea che permette di visionarne una versione inedita.
Chi sosteneva che la fotografia avesse ormai compiuto la sua parabola e fosse in declino, dovrà solo osservare questi scatti per rendersi conto che, naturalmente, qualcosa resta. E, in questo caso, rimane il meglio.

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Nan Goldin – Polvere di Stelle
Guido Costa Project, Via Giuseppe Mazzini 24 (Borgo Nuovo) – 10123 Torino
Orario: dal lunedi al sabato 11-13 e 15-19
Ingresso libero – Info: tel. +39 0118154113; guidocosta@libero.it


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