Lo spirito dei tempi non ha smesso di specchiarsi nell’arte. Christian Courrèges, fotografo francese di origine provenzale, lo rammenta egregiamente con una serie di grandi fotografie a colori che ritraggono le più alte cariche delle magistrature francese ed inglese. Sono uomini e donne non più giovani dalla fisionomia scolpita nell’arco di una vita trascorsa sui libri della legge per studiare le umane vicende e giudicarle…
E proprio il peso della responsabilità del giudizio sembra incarnarsi in quei volti affrontati dal fotografo in piena luce, frontalmente, fuori da ogni contesto e in espressioni neutre; in una ritrattistica che richiama i grandi dipinti dei secoli passati, in
La figura imponente del giudice, sostituzione temporanea di Dio in terra, sembra assumere in questa galleria di personaggi abbigliati con costumi da cerimoniale solenne, un aspetto quasi carnevalesco. Dentro le stanze della galleria, le figure a grandezza naturale mettono lo spettatore in uno stato di colpevolezza presunta esistenziale (colpevole per il solo fatto d’esistere!), provocando una sindrome da Pinocchio braccato.
Il volto umano della giustizia, di uno dei poteri dello stato tanto discussi di questi tempi, nelle foto di Christian Courrèges assume connotati inquisitori per chi guarda con occhi colpevoli, ma si ammanta anche del fascino di un’austera e rigorosa equità che sembra antica di millenni, stoica, e dà fiducia. La Giustizia è cosa delicata, ma queste foto sono molto solide. Allestita come un tribunale dal curatore Valerio Tazzetti, tocca uno dei temi più attuali del nostro tempo e tra i meno considerati dall’arte da quando i giudici non li ritraggono più gli artisti ma (come tutti) le televisioni ed i rotocalchi. Il lavoro di Christian Courrèges, come ogni buon ritratto, isola questi uomini e donne “metafora della Giustizia” per “decentrarli dall’attenzione dei media”, recuperando il loro stato fisico-psicologico (finitezza umana), ma anche un’immagine più pellicolare e suggestiva (quasi mitologica o statuaria) che colpisce l’immaginazione e incute timori e speranze. Nelle due nazioni il dibattito sulla giustizia è acceso e, come anche in Italia, “questi protagonisti della funzione pubblica sono diventati emblematici e popolari attraverso giornali e televisione”. sono loro le nuove celebrità?
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nicola angerame
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