Il corpo di una donna e il corpo di un fiore sono immagini distanti, per certi versi ma vicine per la grazia e la poesia, con le quali le movenze dell’uno rammentano il naturale sviluppo dell’altro. Questi sono gli scatti, rigorosamente in bianco e nero che aprono la prima personale torinese di un’artista americana di nascita ma oramai italiana d’adozione: Alice Franklin.
La mostra, che raccoglie i lavori realizzati dall’artista negli ultimi tre anni, si caratterizza per alcuni scatti dell’estate del 1999, che Alice compì durante un’escursione nei suggestivi giardini Hanbury della Mortola (Liguria); un luogo di magia dove le specie botaniche, alcune insospettate, possiedono un fascino tramandato da generazioni in generazioni. Un giardino delle meraviglie che induce alla meditazione e dove con un semplice gesto meccanico si può rendere immortale il timido debutto di un fiore e catturarne l’energia vergine e la purezza effimere ed uniche.
Lo spettatore è messo di fronte alla sua stessa esistenza, giacché la danza alla vita del bocciolo bianco che prima sorride al sole, mostrando la sua bellezza e forza e poi s’inchina alla natura che con la sua quieta freddezza ne osserva il declino e poi la fine, altro non è che la trasposizione visiva dell’evoluzione mentale e fisica di noi tutti.
Lo scorrere della vita in una sequenza naturalmente meccanica domina lo spazio espositivo impregnato di un’atmosfera terrena e impalpabile al tempo stesso che si ferma per un istante in un caldo sguardo femminile.
Le immagini sono tutte di grande formato, stampate al platino/palladio, una tecnica, frutto degli insegnamenti appresi a Boston da Sal Lopes, guru della fotografia ed esperto di questo tipo di stampa che ha aiutato l’artista a perfezionare la tecnica acquisita durante gli studi di fotogiornalismo e fotografia pubblicitaria alla University of Texas ad Austin.
Una serie inedita di nudi realizzati in copia unica e stampate su carta da acquerello, su cui Alice è intervenuta con sensibili manipolazioni – gelatin transfer of combination print – documentano il lavoro più recente.
Alice Franklin vive e lavora sulla collina torinese; nel 1992 ha realizzato il primo calendario internazionale della Lavazza e nel maggio 2000 ha inaugurato la sua prima personale – Open Shade – presso la Galleria Carla Sozzani di Milano.
articoli correlati
Pinot Gallizio alla Galleria Martano, Torino
Federica De Maria
Mostra visitata il 15 aprile 2002
Cosa resta di una performance? A porre la domanda, e a darne la risposta, è la stessa direttrice Elsa Barbieri,…
Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador DalĂ e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…
Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterĂ una…
Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…
A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…
Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…