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fino al 30.I.2004 | Claude Closky – New Paintings | Torino e Prato, Galleria nicolafornello

di - 11 Dicembre 2003

Le candide pareti della sede torinese della galleria mostrano grandi superfici dai colori vivaci. Linee spezzate e sottili suddividono le tele 180×180 in due zone: rosso e rosa, giallo e blu, bianco e rosso. Si disegnano così sagome di vette inaccessibili, spuntoni a balcone, cartografie acidificate di rilievi montuosi. (In modo simile a quel che avviene nel video-loop Black hole (1998), installato nella project room della sede di Prato della galleria).
Claude Closky (Parigi, 1963) ha osservato l’indice MIB30 della borsa di Milano, vale a dire le quotazioni dei titoli azionari delle trenta maggiori aziende italiane, poi ha scelto il periodo di maggior rialzo. La seconda tranche di lavori ha dimensioni più ridotte, in essi con dolcezza il blu sconfina nel rosa, il nero nell’azzurro. I titoli sono eloquenti nella loro apparente oggettività: 7 aout 1999 (1999), per esempio.
In entrambi i casi, il movimento è doppio. E di indubbio interesse concettuale. Il primo consiste nell’“osserva[re] e manipola[re] segni del reale” – come scriveva nel 2000 Céline Mélissent -, si tratti del saliscendi azionario, che pare mera speculazione e invece si ripercuote drammaticamente nelle sue ricadute sociali, oppure del cielo. In questa fase prevale il dato ludico, quello più etimologicamente estetico: si priva il reale del proprio significato per farne puro significante, astratto e formale. L’immagine diviene grafica o, meglio, grafìa. Nel secondo movimento, invece, ci si riappropria del reale, imprimendo una virata dall’estetica all’etica: come si accennava, quelle zone di puro colore avevano e hanno un significato. È quello del denaro che si guadagna o perde, che causa felicità o depressione.
Ora, la domanda è: si tratta realmente di un doppio movimento? Con ogni probabilità è una forzatura, poiché il lavoro di Closky non sembra prevedere fratture nette fra i vari momenti della fruizione. “Non amo mettere in mostra la tecnologia per la tecnologia” ci confessa l’artista durante il vernissage; allo stesso modo, pare evidente che non ami rendere didascalici i propri lavori. Ma è d’altra parte innegabile che il suo lavoro derivi dalla piena comprensione di ciò che significa iperconsumismo, quando esso investe anche l’apparato linguistico fino a destrutturare duchampianamente i segni, siano essi verbali, grafici, iconici o quant’altro. Però Closky non tenta una improbabile risalita ai significati perduti, evitando quel che sarebbe un inevitabile carattere melodrammatico. Al contrario, egli pare contribuire al processo di consumo mediante una tecnica che tuttavia diluisce il segno, senza fretta, per darci il tempo di apprezzarne la bellezza del significante e il valore del significato.

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Il sito di Claude Closky
Il sito del Museo d’Arte Moderna del Lussemburgo realizzato da Claude Closky

marco enrico giacomelli
mostra visitata l’8 novembre 2003


Claude Closky – New Paintings
Galleria nicolafornello (in collaborazione con Marina Cala de’ Medici)
Sede di Torino: Via Baretti, 3/a
Orario: dal martedì al sabato dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19.30
Ingresso gratuito
Informazioni: tel. 011-6503978; fax 011-6686210
Sede di Prato: Via Paolini, 21
Orario: dal martedì al sabato dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 20
Ingresso gratuito
Informazioni: tel. 0574-462719; fax 0574-471869
info@nicolafornello.com; www.nicolafornello.com


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