Che poi non sia riuscito a realizzarla, è un altro discorso. Sta di fatto che Mainolfi è un artista che ha cominciato a disegnare pressoché bambino e ha continuato a farlo anche nei momenti in cui le correnti artistiche predominanti, negli anni sessanta per intenderci, tendevano ad etichettare la pratica del disegno, come sorpassata e anacronistica.
Probabilmente per lui, è un’esigenza irrinunciabile e un atto istintivo, sia per dare sfogo ad un’immaginazione irrefrenabile che come supporto creativo all’elaborazione dei suoi lavori scultorei. Le opere esposte alla 41 Artecontemporanea, sono contraddistinte da una grafica netta e pulita, disegni a matita dalle forme semplici e accattivanti.
Articoli correlati:
Paesaggi fluttuanti
Luci d’artista a Torino 2000
Quattro chiacchiere con Luigi Mainolfi
Nuove opere al M.A.C.A.M
Bruno Panebarco
Mostra visitata il 30.3.2001
Nei 19 metri quadrati dello spazio modenese Aleksandr Nuss propone un'indagine ontologica sulla percezione: l'immagine perde la sua funzione descrittiva…
L'arte è facile, diceva Chiari. E la Galleria Susanna Orlando ne abbraccia la filosofia: cinquant'anni di attività celebrati con una…
Calligrafia e pittura cinese protagoniste da Christie’s. In vendita opere rare di Wang Shouren, Tang Yin e il celebre Twin…
83 anni, tre Oscar, cinque film con Fellini e nove con Scorsese: ai Musei di San Salvatore in Lauro, una…
Fondato nel 1925, l'Hotel Bellevue di Cogne è una "casa" dove l'arte alpina non si guarda in teca, ma si…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…