Categorie: torino

fino al 30.IV.2004 | Stefano Bruna | Torino, The Box

di - 22 Marzo 2004

Ci sono dei luoghi che sembrano escludere pregiudizialmente ogni accadimento, ogni evento anche minimo; luoghi che non possiamo collegare a nessuna emozione, a nessun pensiero, a nessun momento importante o trascurabile della nostra esistenza. In questi posti non viviamo, transitiamo; li attraversiamo senza vederli, li occupiamo senza abitarli.
L’ascensore ne è un esempio significativo. Nell’ascensore non si è: si sale o si scende. Nell’ascensore non succede mai nulla, ma quando succede qualcosa, è sempre qualcosa di eccezionale. Nel cinema, per esempio, l’ascensore o non esiste o si blocca; oppure è il teatro di furiose scene di sesso.
Ovviamente, non è sempre così: a volte la vita entra nell’ascensore, nella forma di un incontro determinante, della siringa abbandonata nell’angolo, dell’adesivo o del graffito che cercano di renderlo meno anonimo, dell’improvvisa intimità che lega per pochi istanti due estranei. Ma si tratta, sempre, di qualcosa che inizia prima, o che si conclude altrove. La vita è assente negli ascensori di Stefano Bruna: luoghi astratti, cabine monocrome e vagamente claustrofobiche, la cui estraneità è accentuata dai toni carichi e dallo spessore del cristallo che si interpone fra lo spettatore ed alcune delle fotografie. Il luogo della memoria che più si avvicina a questi interni freddi non appartiene all’esperienza comune, se non, ancora, attraverso la finzione cinematografica: è l’interno delle astronavi, con le loro pareti lucide, l’illuminazione artificiale, l’assenza di una vita che non sia liofilizzata. Gli ascensori di Bruna hanno molto in comune con le astronavi: la sensazione di trovarsi in uno spazio privo di gravità, abitabile solo dopo un durissimo addestramento, e solo a patto di sbucare, a tempo debito, in un altro luogo, che valga il sacrificio cui ci siamo sottoposti. Si riconfermano, quindi, come luoghi di transizione, e, pur nella loro immobilità, come oggetti in movimento.
Il senso di estraneità prodotto da questi lavori non è ridotto, ma semmai accentuato, dalla loro ‘bellezza’ estetica: l’inquadratura è perfettamente bilanciata, i difetti si perdono insieme ai particolari nella luce abbacinante e monocroma; mentre l’immagine patinata, stampata su alluminio o sul retro di spessi cristalli, ha un che di stereotipato e banale.
Così lo spettatore, come l’artista, rimane sulla soglia, testimone di un viaggio che non sarà lui a compiere. E di cui non saprà mai se si è trattato di una salita o di una discesa.

articoli correlati
La riapertura di The Box

domenico quaranta
mostra visitata il 4 marzo 2004


Stefano Bruna
Torino, The Box, Via della Rocca 28
dal 4 marzo al 30 aprile 2004
dal martedì al sabato, dalle 15.00 alle 19.30
Tel. +39 011 8120913 Fax. +39 011 8158580
www.theboxart.com
Mail. info@theboxart.com


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Man Ray, il suo dizionario impossibile a Milano

Fino al 24 luglio 2026, alla galleria Gió Marconi la retrospettiva milanese interpreta le opere del grande Man Ray come…

6 Giugno 2026 18:00
  • Fotografia

Una targa blu per Julia Margaret Cameron: 5 cose da sapere sulla pioniera della fotografia

In occasione del recente omaggio nella capitale britannica, ripercorriamo la carriera e l'incredibile modernità di Julia Margaret Cameron attraverso cinque…

6 Giugno 2026 17:18
  • Mostre

Le mostre da non perdere a giugno in tutta Italia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…

6 Giugno 2026 17:00
  • Mercato

Christie’s mette all’asta i gioielli di Claudia Cardinale

Il ritratto privato di un’icona del Novecento: un nucleo di gioielli racconta la diva del cinema, da Bulgari a Buccellati,…

6 Giugno 2026 16:26
  • Arte contemporanea

Io credo nell’errore, nella malattia, nel male: una conversazione con Reverie

Con il libro Poesia Malata, Reverie costruisce un diario feroce della contemporaneità, tra salute mentale, ossessioni affettive, dipendenza e ricerca…

6 Giugno 2026 15:00
  • Arte contemporanea

Casa Gràcia, a Minorca il nuovo rifugio creativo ideato da Rashid Johnson

Fondata da Rashid Johnson e Sheree Hovsepian, con la collaborazione di Hauser & Wirth, Casa Gràcia offrirà a Minorca residenze…

6 Giugno 2026 12:30