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Fino al 30.V.2015 | Lara Favaretto, REDEFINE | Galleria Franco Noero, Torino

di - 2 Giugno 2015
Redefine significa riconsiderare, rivedere interpretando in modo nuovo, cambiare continuamente se stessi e la realtà, ridefinendo nel continuo la propria identità e lo spazio d’azione circostante, cambiare la propria percezione del tempo, e quindi la memoria, messa in discussione attraverso meccanismi di rimozione e rinegoziazione semantica che ne rivela i caratteri di ambiguità e instabilità. Un’azione destinata tuttavia a rimanere precaria, sempre in bilico tra presenza e assenza, distruzione e creazione. Indicativa è in questo senso la scelta di Lara Favaretto, per la sua prima mostra nei nuovi spazi della Galleria Noero, di (ri)tornare a distanza di tre anni su uno dei lavori più intensi e poetici, la serie Momentary Monument, realizzato nel 2012, in occasione di dOCUMENTA (13). Si tratta di nove elementi in cemento, calchi di oggetti estratti dal cumulo di materiali metallici recuperati da discariche e centri di riciclaggio, che l’artista aveva scaricato, senza alcun intento estetico, su un piazzale abbandonato. Disposti in modo ordinato sul pavimento della galleria assumono una nuova valenza scultorea, aulica, reperti di un’archeologia industriale che ripropone, amplificandola, la questione della loro provvisorietà e dell’ambivalente relazione tra originale e copia.

Il valore del tempo è rinegoziato anche nei lavori inediti posti al centro della galleria, tre vecchi tavolini di legno intaccati dai tarli (LF 15.012, LF 15.013, LF 15.014) sui quali l’artista è intervenuta “restaurando” la superficie forata con polvere d’oro 24kt.  Anche in questo caso, come per la maggior parte delle opere che compongono la mostra, traspaiono riflessioni più profonde, spunti sulla natura effimera delle cose e, implicitamente, della natura umana, e sui concetti di transitorietà e scomparsa. Favaretto dà una nuova connotazione al passaggio del tempo, come in una reazione alchemica i tavoli, destinati a essere letteralmente divorati dagli insetti, sono così sottratti all’inesorabile processo di decadimento entrando in una dimensione temporale sospesa e incantata fra stupore e melanconia, così come appare evidente nell’installazione che accoglie il visitatore all’ingresso della galleria: una Citroen LNA verde con la fiancata ammaccata. Poco più avanti, sulla parete, le tracce lasciate dalla vernice della carrozzeria dell’auto che sfrega ripetutamente contro il muro, segni pittorici, indizi del frastuono stridente, della ripetizione ossessiva e compiaciuta di un’azione che ha avuto luogo e che crea un legame visivo e armonico tra i lavori presenti in mostra.
Nella monocromia generale dell’allestimento si impone il trittico 032-212, ultimo lavoro di una serie iniziata nel 2010 composta da dipinti anonimi, trovati per caso, e interamente ricoperti dall’artista con un filo di lana colorato. Quest’azione di ritessitura della superficie pittorica impedisce la comprensione dell’immagine sottostante, percepibile solo guardandola alla giusta distanza nello spazio e mutando il punto di vista. Attraverso l’operazione di sottrazione allo sguardo e riassegnazione di significato attraverso l’attribuzione di un titolo corrispondente al codice pantone del colore della lana impiegata, il tradizionale concetto di visione è messo in discussione, mentre Favaretto esercita sulle tele un’ambivalente azione di protezione e occultamento.
Marianna Orlotti
mostra visitata il 17 maggio 2015
Dal 17 aprile al 30 maggio 2015
Lara Favaretto
REDEFINE
Via Mottalciata 10/B
10154 Torino
Orari: lunedì h.15.00 -19.00; martedì – venerdì h.11.00 – 19.00; sabato h. 15.00 – 19.00
Info: tel. +39 011 882208; info@franconoero.com

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