Chiamato nel 2002 da Renato Barilli per il progetto Officina America a Bologna, come artista proveniente dagli U.S.A., e presente a Rivoli nell’ambito della mostra The moderns/I moderni (2002/03), Arturo Herrera (Caracas 1959, vive e lavora tra Berlino e New York) è di nuovo a Torino. Ma stavolta come protagonista, con una mostra divisa fra gli spazi della “vetrina” e quelli della galleria. Conosciuto anche per l’estrema versatilità nell’uso di diversi media e tecniche, Herrera riesce infatti a passare dalla scultura alla fotografia, dal collage ai wall painting, fino alla web art (vedi il progetto Almost home del 2001). Attraverso riferimenti ai fumetti e all’Espressionismo astratto, l’artista esprime un universo composto soprattutto da elementi onirici e surreali, oltre che da suggestioni pop. Il lavoro fotografico realizzato per questa mostra, che magnetizza completamente l’attenzione dello spettatore, è composto da ottanta scatti, disposti su un’unica parete. Ogni fotografia mostra piccoli dettagli, molti dei quali indecifrabili. Solo qualche volta, osservando con molta attenzione, si possono ricomporre le immagini originarie, prese e sezionate dall’artista per formare un grande lavoro astratto. Ma nella maggior parte dei casi le immagini rimangono semplici segni. L’oggetto-fotografia è quindi usato alla stregua di una veloce pennellata che, ripetuta, compone “l’ampia tela”. Il processo di giustapposizione è rintracciabile anche nella collocazione delle opere, che vede il lavoro fotografico messo a confronto con quello su carta.
In quest’ultimo, al contrario, c’è un procedere per sottrazione, di materia e di colore. Due candidi fogli di cartoncino sovrapposti dai quali, con tagli morbidi e sinuosi, sono tolte delle porzioni per creare forme astratte dotate di una certa profondità, seppur irregolare e confusa. Busy night è invece il progetto realizzato per la vetrina di via Mazzini: un astratto wall painting che si sviluppa sulle tre pareti della stanza, in cui le forme sembrano riproporre in grande formato i segni fotografici e i tagli su carta.
daniela trincia
mostra visitata il 16 luglio 2005
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