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fino al 30.VII.2006 | Libri, Books, Bücher | Rivoli (to), Castello

di - 1 Giugno 2006

Cominciamo dalla fine: il risultato della mostra, come si diceva, non è entusiasmante. La colpa –se di colpa si può parlare– non è di Chiara Olivieri Bertola, giovane (Genova, 1972) e competente curatrice italiana; né della curatrice capo Carolyn Bakargiev; e tantomeno d’uno staff che si prodiga con notevole professionalità, dall’ufficio stampa al dipartimento didattico (quest’ultimo presente con un’imponente installazione al Salone del Libro). La questione è che dal Castello di Rivoli, ossia dal museo d’arte contemporaneo italiano, ci si attende il meglio. Perché è il capostipite del genere, il più apprezzato all’estero (e si nota nei prestiti che gli vengono accordati). È dunque con un certo imbarazzo che si assiste alla processione in cinque stazioni di una –splendida– mostra sul Concettuale, che avrebbe goduto di un maggiore successo se strutturata in maniera tradizionale (ma alla direttrice del Castello pare che i visitatori, e non parliamo di meri numeri, interessino relativamente poco). Con una sensazione simile si deambula per la mostra Libri, Books, Bücher. Insomma, una ventata di novità ai vertici del Castello a questo punto forse non guasterebbe. D’altra parte, il turn over è considerato “fisiologico” in tutto il mondo e (quasi) solo dalle nostre parti è mal digerito. Nella fattispecie, visto che Ida Gianelli sarà la curatrice del redivivo padiglione italiano in Biennale, sembra che la carica al Castello sia di granito.
Ma torniamo alla mostra. L’invito è stato rivolto ad artisti che hanno un rapporto privilegiato con la dimensione-libro e che in particolare ne sviluppano le potenzialità installative.

Senza seguire l’itinerario proposto nella Manica lunga, si potrebbe cominciare con la “casa del pensiero” che uno svogliato Nicola De Maria ha montato e colorato. Ma non è tanto questa a turbare, quanto l’“installazione” sul retro: qualche catalogo dell’artista beneventino appeso al soffitto e nulla più. Passando oltre, si troveranno quattro sculture di Enzo Cucchi (ma non era una mostra sui libri d’artista?), i manifesti delle mostre e i libri/cataloghi di Joseph Kosuth, quelli in tavoli “a scomparsa” di Lawrence Weiner e quegli altri nelle teche di Hanne Darboven, al cui allestimento l’artista non ha partecipato.
In tutto ciò spiccano i libri-oggetto, spesso in copia unica, realizzati a quattro mani da Ettore Spalletti con personaggi come Airò, Bartolini, Franz West o Anna Cascella. Ma soprattutto le teche di Giulio Paolini. Cubi in plexiglas che rendono i libri autentiche sculture – n questo caso l’operazione è assai più legittima rispetto a quanto proposto da Cucchi– con alcuni scritti cardine della cultura occidentale “reinterpretati” dall’artista, dal De rerum natura di Lucrezio per i tipi di Einaudi al breve intervento L’arte e lo spazio di Heidegger (che non a caso parla di scultura) in un’edizione di Marco Noire risalente al 1983.
E tuttavia, il gioiello della mostra resta il testo firmato dalla curatrice. Necessariamente breve poiché stampato su un pieghevole distribuito gratuitamente alle casse. Per una mostra sui libri, non si può dire che sia stata la scelta più coerente.

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Libri, Books, Bücher
A cura di Chiara Bertola
Castello – Museo d’Arte Contemporanea
Piazza Mafalda di Savoia
Orario: da martedì a giovedì 10-17; da venerdì a domenica 10-21
Ingresso: intero € 6,50; ridotto € 4,50
Info: tel. +39 0119565222; fax +39 0119565230; info@castellodirivoli.orgwww.castellodirivoli.org


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