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fino al 30.XI.2003 | Daniele Galliano – Il sale della terra | San Sebastiano Po (to), Galleria Marco Noire

di - 3 Novembre 2003

S’intitola Maria (2003) l’olio su tela che accoglie in mostra il visitatore ignaro. La galleria-abitazione di Marco e Silvia Noire ha infatti sede in un ex-convento del 1730, affiancato da un piccola cappella e rimaneggiato successivamente per divenire una casa colonica. Maria è un nudo che misura un metro per settanta centimetri: il corpo è gravido, le mani sono posate sul ventre e una foresta di peli pubici lambisce il margine inferiore della tela. Un incipit dalle tinte forti, che si va poeticamente smorzando nel corso della visita.
Sui due piani della galleria, altri oli –a colori o in bianco e nero, come istantanee sfocate e apparentemente maldestre– congelano, con elegìaca grazia, brani di vita rubati al loro flusso. Una serie di sei tele assume il punto di vista della hitchcockiana finestra sul cortile, cogliendo il tenero abbarbicarsi di corpi materni e corpi infantili su un letto parentale (Senza titolo, 2000). Oggi è un bel giorno per morire (2003) mostra due giovani abbracciati con lentezza, immersi e avulsi dalla bolgia ritmica e dall’esplosione cromatica di un rave party: ricordo della serie pittorica – ma alquanto cinematografica – intitolata La salita (2002. Tredici tele sequenziali presentate alla personale allestita alla galleria Voss di Duesseldorf) e dello spettacolo Rave Girl 2.0, ove le opere di Daniele Galliano (Pinerolo, Torino 1961) vengono proiettate sulla quarta parete teatrale.
In Emanuela (2003), l’artista sceglie nuovamente una prospettiva inusuale ed effimera: in primo piano, l’ovale di un giovane volto femminile si staglia e guarda in direzione dell’osservatore, posto idealmente al di sopra di lei. Opportunamente, la tela è posta sotto le scale che conducono al secondo piano della galleria: spiati più che voyeurs, ci sentiamo guettés da Emanuela. E improvvisamente i ruoli che parevano rigidamente assegnati si ribaltano.
Terza variante ottica nel dittico Ouarzazate (2003): dall’interno di un monolocale, vediamo un uomo in boxer e t-shirt sedere sulla branda (I), per poi mostrare le terga e osservare dalla finestra (II), negandosi allo sguardo e guardando a sua volta ove lo spettatore non può vedere.
Istantanee di un vivere lasso: tinte grigie e “realismo casuale”, come recentemente ha scritto Gianni Romano.

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Daniele Galliano – Il sale della terra
Galleria Marco Noire Contemporary Art
Via Brichetto, 23 – 10020 San Sebastiano Po (Torino)
Orario: visite su appuntamento
Ingresso gratuito
Informazioni: tel. 011-9191201; fax 011-9191234; manoire@tin.it; www.marconoire.com


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