Categorie: torino

fino al 31.X.2009 | Rob Pruitt | Torino, Franco Noero

di - 16 Ottobre 2009
Rob Pruitt (Washington, 1964; vive a New York) si fece notare
nei primi anni ’90 e lavorò anche con Leo Castelli, sempre con uno sguardo
attento alla Pop Art. Dopo una lunga pausa, ritornò nel 1998 con l’opera 101
Art Ideas You Can Do Yourself
, ripresa in uno degli interventi
dell’artista per la mostra veneziana Mapping the Studio. Parallelamente, quest’autunno presenta un progetto al
Guggenheim di New York e un altro – assai controverso – alla Tate Modern, a
sottolineare la confermata credibilità di un artista che riesce a vivere il
proprio tempo sottolineando l’ironia e le interazioni del sistema arte.
Alla Galleria Noero compone un
allestimento nello spazio site specific
di piazza Santa Giulia, che costituisce la prima parte di un articolato
progetto in tre fasi distinte.
Colpisce la forte fisicità delle
sculture della serie Esprit des Corps sparse nella sala, costituite da jeans letteralmente
indossati da arti in cemento: composizioni di corpi mozzati in posizioni
impossibili, a combinare simmetrie inusuali e geometrie che spesso non si
possono ridurre alla classica anatomia, ma che costantemente riproducono la
pienezza sensuale di glutei e muscoli riconoscibili sotto il tessuto inventato
da Levi Strauss.
Potente strumento di
omologazione e prodotto al centro di un giro d’affari colossale, il jeans non è
la prima volta che diventa protagonista del mondo dell’arte. Perfino il
celebratissimo Damien Hirst si è
lasciato tentare dal fascino e dal potere commerciale del notissimo capo d’abbigliamento,
in un’operazione più glamour e decisamente meno concettuale di
questa proposta da Pruitt.
Un simbolo del consumismo di
massa che è anche icona di un’epoca. Pruitt sa bene ricostruire la volgarità
sofisticata tipica degli anni ‘60 e della cultura pop, e ripropone le pose
stereotipate della pubblicità martellante ma le allontana da qualsiasi legame
con la realtà. Ripropone l’erotismo legato alla società dei consumi, ma lo
censura in una forma di macabro disagio, di anomalia, di impossibilità d’espressione.
Sono sculture non umane,
eppure sembrano pezzi di carne. Richiamano il baratro dell’assurdo e
contemporaneamente lo esorcizzano, sferzando con ironia il circuito della
composizione che si rianima nella materia utilizzata, nel colore della vernice
schizzata sulla tela alle pareti.

Nella medesima sala, Pruitt espone numerose foto scattate
con l’iPhone ad Atene: si tratta di dettagli ossessivi, glutei e genitali,
appartenenti a sculture classiche. La tecnologia che fornisce la possibilità
estemporanea di ricostruire una testimonianza, vincolata dal taglio
dell’inquadratura, obbliga lo spettatore a osservare non la totalità ma la
visione parziale della fisicità, la parte che crea più turbamento. Trasponendo
la sensazione collettiva in sentimento individuale.

articoli correlati
Pruitt da
RomaRomaRoma

barbara reale
mostra visitata il 26 settembre 2009


dal 25 settembre al 31 ottobre 2009
Rob Pruitt
Galleria Franco Noero – Project Space

Piazza Santa Giulia,
0/f (zona corso San Maurizio) – 10124 Torino

Orario: da
giovedì a sabato ore 15-19

Ingresso
libero

Info: tel. +39
011882208; fax +39 01119703024;
info@franconoero.com; www.franconoero.com

[exibart]


Visualizza commenti

  • un po' di noia....questo rapporto imprevedibile col corpo ormai è prevedibilissimo

Articoli recenti

  • exibart.prize

exibart prize incontra Sara Lovari

I materiali sono fondamentali, ma in realtà sono loro che trovano me

19 Gennaio 2026 9:12
  • Arte contemporanea

Spazio Rivoluzione, la nuova sede aperta a Roma

È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…

19 Gennaio 2026 0:02
  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30