Ne ha fatta di strada la scultura da quando Arturo Martini (1889-1947) scrisse, due anni prima della sua scomparsa, La scultura lingua morta, segno di una maturata riflessione critica dell’artista sul linguaggio plastico, e sulla statuaria in particolare. Ecco il perché del titolo della mostra in corso a Acqui Terme. Martini aveva meditato in gioventù l’opera di Hildebrand e di Canova ma l’incontro decisivo per la svolta poetica del maestro originario di Treviso fu quello parigino con Brancusi, Modigliani e Boccioni. Era il 1912 e la capitale francese
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