La Galleria Artèvision inaugura la stagione espositiva con una nuova scoperta nel campo della fotografia: Guido Avignone Rossa (1971). La mostra Oltre l’evidenza – Frammenti di una notte a Torino, curata da Maria Barletta, vuole prendere immediatamente le distanze dalla fotografia tecnicamente perfetta, focalizzando l’attenzione del visitatore su immagini suggestive che possono essere colte in modo diverso a seconda della sensibilità di ognuno.
Per Rossa l’asfalto è un paesaggio che cela cromìe e luci surreali. Tutte le
Le sei serie di scatti sono viaggi teoricamente ripercorribili in una notte (come il titolo vuole suggerire). In realtà si tratta del lavoro di anni. Nelle bancarelle di Porta Palazzo ovvia alla totale assenza di presenze umane, e le sottili strutture del mercato diventano corpi scarnificati, o arbusti di un bosco autunnale privo di fondo.
Il fotografo individua con perizia gli elementi da mettere a fuoco, come nella sequenza raffigurante i pavé in cui lo zoom si avvicina gradualmente al terreno, riproducendo il movimento dell’abbassarsi. La velocità dell’attimo in cui un’automobile lascia la propria scia è riconoscibile agli occhi più attenti, benché l’inafferrabilità del momento le
Lo sguardo di Rosso è quello di un architetto ed è seguendo questa chiave di lettura che l’interpretazione dei suoi Portici può essere compresa appieno. Immortalati dalla stessa angolazione essi risultano tutti diversi grazie all’escheriano gioco di ombre dato dall’illuminazione. Un tipo di fotografia che sarebbe però particolarmente adatto ad allestimenti più audaci. Proiezioni e suoni, ad esempio, sarebbero andati oltre alla semplice immagine bidimensionale, ricreando un’installazioni.
emanuela borgatta
mostra visitata il 17 ottobre 2003
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