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fino al 9.II.2003 | La montagna incantata | Torino, Fondazione Sandretto

di - 4 Febbraio 2003

La montagna incantata apre la cornice di appuntamenti con la cultura che affiancheranno i Giochi Olimpici di Torino 2006.
La mostra, curata da Ilaria Bonacossa, presenta trenta artisti impegnati in un confronto con il tema della montagna. In alcune opere il richiamo è esplicito, come nel caso del celebre scultore angloindiano Anish Kapoor, dove un gruppo di cime in fibra di vetro “svettano” al centro del grande spazio bianco abbagliante; altre volte può essere di tipo concettuale, come avviene per l’installazione di Thomas Hirshhorn in cui un coltellino svizzero, realizzato con carta stagnola, cartoncino e nastro da pacchi, con i suoi tentacoli propaga il potere di un Paese apparentemente neutrale come la Svizzera sul mercato internazionale con i più svariati prodotti in qualche modo d’élite: orologi, cioccolato, cosmesi.
Notevoli le due foto del 1890 di Vittorio Sella, famoso scalatore e pioniere della fotografia, che ci introducono ai lavori contemporanei.
C’è un senso di artificialità in questa montagna, c’è l’intervento dell’uomo sia come abitante poco attento e rispettoso del suo pianeta, come nelle due foto “cartoline” della Marmolada, con i turisti, protagonisti pacifici ma devastanti per il delicato equilibrio naturale delle vette, e l’incendio ripreso in video che pare alimentato dai ventilatori che fanno parte dell’installazione di Matthew McCaslin,Symptoms of the Unknown(1993), o la volpe artica imbalsamata di Roni Horn, proposta come un doppio, con visione frontale e da dietro. Ma anche la scultura di Rudolph Stingel che ha ottenuto, calpestando una lastra di polistirolo con stivali intrisi nella benzina, l’effetto di impronte di un passaggio sulla neve, allude a un immaginario più urbano e postmoderno piuttosto che incontaminato e puro. Il senso di irreale, lo scontro naturale-incontaminato è anche nel ribaltamento delle proporzioni: le vette di Kapoor più piccole del coltello svizzero grande come un mostro da film giapponese o le grandi gocce d’acqua di Hermann Pitz, più simili per dimensioni ai sassi di un torrente alpino.
Un altro modo per affrontare le svariate prospettive che la montagna apre è quello dell’intervento su di sé, lo spingere se stessi verso i propri limiti nella natura. Questo avviene in 3 video, protagonisti gli stessi artisti: Jan Toomik, nudo, alle prese con un esercizio di pattinaggio su ghiaccio, Christian Rainer che si fa sotterrare nella neve per provare la propria resistenza con la natura e Année Oloffson in piedi nell’acqua del mar Baltico, lo sguardo in camera, le spalle nude, per 15 minuti fino al limite massimo della sofferenza, segnato da una lacrima che le solca una guancia.
La provenienza internazionale degli artisti permette una varietà di sfumature nell’intendere il tema dominante che va a toccare anche una dimensione di fiaba. È il caso dell’armadio di Mat Collishaw, Enchanted Wardrobe(1994), con un grande specchio a rivestirne la porta, quasi un mobile da Alice nel paese delle meraviglie, dove, avvicinandosi, l’immagine riflessa di se stessi, grazie ad un dispositivo, scompare e si dissolve in una foresta verdissima. Lo specchio come acqua limpida è ancora protagonista nell’opera di Eva Marisaldi, dove il visitatore è invitato a sporgersi in avanti come su un abisso per ritrovare se stesso riflesso, perché, come recita la didascalia: “Certe cose di certe persone non le sapremo mai”.


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karin gavassa
mostra visitata il 30 gennaio 2003


La montagna incantata
FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO
Via Modane, 16 – 10141 Torino – Italy
tel. +39 011 19831600
fax +39 011 19831601
info 24h tel. +39 011 19831616
Orario di apertura: dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19. Giovedì dalle 11 alle 23.
L’ingresso è gratuito


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