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Tutti i video della Quadriennale | Torino, Promotrice delle Belle Arti

di - 30 Gennaio 2004

Finita da qualche tempo la grande abbuffata di video sia nelle grandi rassegne che nelle fiere commerciali, la sezione torinese della XIV Quadriennale presenta comunque un buon numero di proiezioni e videoinstallazioni (11 su 95 opere). Buono anche l’allestimento, che “regala” a ciascun videoartista una piccola stanza, opportunità talvolta sfruttata per creare installazioni intorno al lavoro proiettato.
Annamaria Martena propone la trascrizione video di una canzone: man mano che le parole vengono cantate esse sono fedelmente riportate sullo schermo, compresi gli allungamenti delle vocali dovuti al prolungarsi dei vocalizzi: un’indagine scherzosa ma rigorosa sul rapporto tra suono, significato e immagine. Debora Hirschmette da parte i suoi personaggi digitali e lascia penetrare il pubblico (doppiato da una silhouette nera che lo rappresenta nel video) dentro gli ‘sfoghi creativi’ nascosti dai programmatori fra le pieghe dei software (i cosiddetti “easter eggs”): paesaggi onirici digitali, scenari da videogioco. Digitale anche per Laura Viale, che da un’immagine reale di due foglioline parte per una danzante e colorata animazione che fa poi ritorno alla foto, mentre Stefano Cagol prende a pretesto il volo per creare una scarica di sensazioni visive e psichiche. Lavori più interessati alla sfera sociale e politica quelli di Simonetta Fadda, che riprende le scritte sui muri degli indipendentisti Corsi, di Giuliana Cunéaz, che ripropone un video sui punkabbestia già presente in una sua recente personale, ma qui ospitato da una capanna ‘chiodata’ in linea con la vita ‘ruvida’ dei protagonisti, e di Robert Pettena, che dietro l’installazione di un giardino pone il suo video in cui un gruppo di bambini dipinti di bianco tentano -senza riuscirci del tutto- di lavarsi di dosso questo simbolo esteriore della colpa di anni di dominazione razziale (video curiosamente speculare a uno di Adel Abdessemed dove una cascata di latte ricopriva un uomo di colore per cercare di renderlo bianco). Davide Bertocchi illustra la realtà degli skater senza abbandonare l’elemento della circolarità e della rotazione spiraliforme che gli è caro (anche in questo caso un lavoro non nuovo). Chiara Piritoprosegue con i suoi introspettivi ritratti di profilo: dopo la serie degli automobilisti fermi ai semafori, presenta ora le candidate di un concorso di bellezza dietro il sipario, un attimo prima di calcare il palcoscenico. Luca Matti, pittore, accompagna da qualche tempo le sue tele con dei video: si tratta di animazione step motion realizzata però con dei disegni; piuttosto marginale la componente video nell’installazione ambientale semi-splatter di Patrick Rizzi.
Non un panorama del tutto rappresentativo della creazione video attuale, ma una selezione comunque di buon livello e un allestimento che offre spazi adeguati alla fruizione alle opere video.

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stefano castelli


Quadriennale Anteprima
Torino, Palazzo della Promotrice delle Belle Arti, Viale Balsamo Crivelli 11 – Parco del Valentino
orario di visita: 10.00-19.00 da martedì a domenica
ingresso: libero


[exibart]

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