Categorie: toscana

13.IV.1999 – 18.VII.1999 | Le incisioni di Moses Levy | Firenze, gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

di - 31 Maggio 1999

E proprio l’eclettismo, il non esssersi mai impigliato nelle maglie di una corrente ben precisa, di aver piuttosto cercato sempre nuovi lidi in cui far naufragare la propria ansia comunicativa, ha reso un cattivo servizio a Moses.
Almeno per alcuni critici, questa attituduine estremamente poliedrica, ha voluto infatti significare una scarsa personalità propria. In verità, l’arte di Moses Levy, è arte vera.
Un’arte che si nutre di stimoli diversi -è indubbio- ma capace di filtrarli attraverso una sensibilità autentica e di solida impostazione personale.
Estremamente recettivo, Moses Levy conosce e pratica artisti e filoni, prenedendo da ognuno suggestioni e suggerimenti, ma rimamendo sempre fedele, ad una cifra stilistica propria. Anche dal punto di vista degli ideali politici che stanno dietro la cerazione dell’artista, Moses si distingue da amici e contemporanei con cui ebbe frequentazioni e comunanze nella prima parte della sua esperienza. E’ il caso ad esempio del socialismo anarcoide de Viani, o del futuruismo di Primo Conti.
Quando durante il «Ventennio» tutti in Italia erano alla ricerca dell’italianità pura, Levy si volge al mondo parigino; a Modigliani a Derain; soprattutto ai Fauves (Matisese, Dufy, Rouault).
Negli anni trascorsi a Montparnasse (1928-1939) Levy avverte la presenza carismatica di Kandinsky e sperimenta anche l’astrazionismo. Per poi ritornare alla drammaticità espressiva del dopoguerra.
La mostra degli Uffizi è stata resa possibile grazie alla donazione assai generosa effettuata dagli eredi dell’artista Tunisino-Viareggino.
Raccolgie più di 200 opere e dà un campionario completo della vicenda esistenziale ed artistica di Moses.

L’esposizione è aperta dalle 8 e 30 alle 13 e 30 tutti i giorni tranne il lunedì

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