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Dal 11.III al 15.IV.2000 | La Natura del colore, il colore della natura | Firenze, Cripta di San Lorenzo

di - 23 Marzo 2000

“Tutti noi viviamo quotidianamente circondati dai colori, ma la reale natura di questi ed il loro significato restano per lo più oscuri.”
Quante volte restiamo incantati davanti ai colori di un fiore, di una farfalla, oppure ci lecchiamo i baffi davanti ad un piatto di pasta?
O perché amiamo i colori della nostra squadra del cuore?
Davanti ai nostri occhi una gamma di colori vastissima alla quale istintivamente affidiamo emozioni, simboli, significati, ma mai ci chiediamo un perché, abituati come siamo a “vedere a colori”, convinti poi di vederli tutti, nelle loro sfumature, nelle loro diverse tonalità.
La mostra ci dà la possibilità di scoprire come nascono i colori, le relazioni che intercorrono tra la natura, l’uomo, i colori e il loro intrinseco significato.
“Il progetto di uno studio del colore nasce tre anni fa- mi spiega Cristina Andreani- uno studio però strettamente scientifico. Riferimento a ciò, in apertura della mostra, uno spazio dedicato alla fisica del colore. Solo tre mesi fa l’impegno di una esposizione più ampia, che coinvolgesse, anche se in linee generali, più campi. Il tempo a disposizione non era molto, è stato un lavoro molto impegnativo, ma c’era la voglia di farlo e farlo bene.”
La dottoressa Poggi del Museo di Mineralogia mi introduce nel mondo dei minerali e del loro colore cangiante a seconda dei loro costituenti, delle impurezze o dei difetti nella struttura. Cosicché l’azzurite è azzurra per la presenza di rame, il quarzo può essere di diversi colori.

Rossi, gialli, azzurri, grigi dorati, tutti colori di una grazia travolgente in pietre dalla consistenza dura. Colori che spesso si alterano per l’apporto di umidità, di ossigeno, della luce creando sfumature o tonalità più forti.
Dal mondo della gemme si passa alla variopinta natura dei fiori e degli animali. È incredibile trovarsi davanti agli occhi insetti, farfalle e altri piccoli “animaletti” variopinti come se fossero disegnati da mano umana.
Disegni geometrici ricoprono i corpicini e la ali di questi animali: alcuni sembrano vere e proprie opere di oreficeria.
“Guarda questa cavalletta-mi esorta l’Andreani- è favolosa. Normalmente non ci rendiamo conto, non ci facciamo attenzione. Crediamo di conoscere tutti i colori ma non è cosi’. La natura ne nasconde tantissimi.”
Nel mondo animale il colore è quasi vitale.”Serve, ad esempio negli uccelli, come richiamo per l’accoppiamento – di solito per questo il maschio risulta più colorato della femmina- ma, per molte specie, anche e soprattutto per auto-difesa con funzione mimetica. Pensa che alcuni animali innocui cercano di prendere l’aspetto di quelli pericolosi, proprio per impaurire i loro predatori e allontanarli.”

E l’uomo come si serve del colore? Entrando nello spazio antropologico l’Andreani mi spiega” L’uomo si è sempre servito del colore, per comunicare- pensiamo ai disegni trovate sulle pareti dei tempi antichi- e soprattutto per riconoscimento. Ovvero si è affidato al colore un ruolo culturale, a molti di essi si è dato il valore di simbolo per esempio di potenza, di guerra, di distinzione, di seduzione. Simboli che cambiano a seconda della civiltà in cui si formano: noi siamo abituati ad associare il nero alla morte, ma basta andare in Africa o in Cina per trovare al suo posto il bianco che per noi è simbolo di purezza e di vita. Il rosso quasi ovunque è il colore della guerra, forse per il suo riferimento al sangue.
Distinguiamo attraverso il colore, questo da sempre basta guardare gli arazzi di un tempo, ogni città aveva il suo stemma fatto di immagini e colore, cosi’ anche oggi distinguiamo i colori della nostra squadra del cuore da quella avversaria.
Purtroppo siamo andati oltre, abbiamo cominciato a differenziarci per il colore della pelle, degli abiti dimenticando che siamo tutti fatti degli stessi colori anche se “posizionati” in maniera diversa”
Quindi molte delle nostre decisioni possono essere influenzate dai colori?
“In parte è cosi’. Insomma se ci troviamo davanti un piatto di spaghetti al sugo, quanto più questo è rosso tanto più ci appetisce.”
Nonostante non si faccia quotidianamente caso al colore esso è parte della nostra vita: nessuno potrebbe immaginare una vita senza colore, l’incolore è triste, malinconico per chiunque. E allora qualche volta soffermiamoci un po’ di più su quella margherita, su quel palloncino, su quel bel maglione rosso in vetrina.




La natura del colore, il colore della natura. Cripta della Basilica di San Lorenzo.Dal 11 marzo al 15 aprile 2000.
9.30-18.30 Domenica 10-13 Martedì chiuso. £10.000/5.000.
Info.0552757402

Cristiana Margiacchi

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