Vulnerabile. Come il periodo della vita cui Nick Carraway fa riferimento all’inizio del più noto romanzo di Fitzgerald. La natura dei giovani protagonisti dei dipinti di Max Rohr, pittore nato a Bolzano nel 1960, è fragile, poiché passata attraverso una zona d’ombra nella cui vegetazione insidiosa la forza della loro intimità è rimasta impigliata. Il riferimento è a Dark Passage , capolavoro del cinema Noir, genere che Rohr mostra di conoscere bene, negli originali e nella vulgata di Matrix.
I quadri sono appesi alle pareti bianche dell’essenziale Galleria Tossi, situata in una zona appartata e signorile di Firenze: le opere sono state realizzate appositamente per questa Personale. Giovani uomini e donne attendono di vivere con verità un sentimento nei labirinti bui dell’Underground. L’artista sceglie una tenue colorazione e il mondo appare diviso in sobrie e impenetrabili dimensioni. Così appare il cielo alle spalle del ragazzo che, in “Voodoobilly”, vaga senza alcuna sorpresa per l’Isola di Pasqua; giubbotto nero, forse di pelle, come gli amici di Jimmy Dean. Osserviamo dal basso il volto e scopriamo un tratto non rude ma preciso e pulito; e affascina questa inaspettata delicatezza, considerando la stesura compatta e virile dell’azzurro adiacente.
Nel busto si apre uno schermo che riflette due istanze universali, contrapposte e sovrapposte in un’unica ombra: il Male e il Bene, il Diavolo e l’Uomo Pipistrello. La seraficità del giovane rivela che la zona d’ombra è alle spalle, che egli si è macchiato del disprezzo e della volgarità, ma ora attende dimesso e imperturbabile una nuova occasione, e il Male diviene semplicemente un tassello della completezza umana. Nel ventre o nel capo dei personaggi le immagini Video richiamano altri personaggi, eventi del passato o varianti, strade possibili e sogni: gli ambienti e gli uomini con le loro interiorità sono frasi che espongono situazioni riconducibili a determinate culture musicali (il Rockabilly), Video, cinematografiche e letterarie: oltre a Chandler, citato nel saggio di Luca Beatrice contenuto nel catalogo, penso a Caldwell e alla trasmissione della colpa. Il cinema Noir e i suoi anti-eroi, i suoi colori scuri ma delicati, i teppisti della strada che coltivano ottimismo e speranze. Anche la ragazza bendata pare schiacciata da un peso che, però, noi osservatori percepiamo lontano: un peso rarefatto tollerato lasciando respirare la parte nobile di sé; e il carattere allo stesso tempo malinconico e fiducioso dell’attesa è espresso con un sospiro appena percettibile, o nell’attimo studiatamente lento in cui le palpebre si chiudono. La lingerie è semplice, ma lo sguardo fatica a staccarsi dal corpo della donna.
Costantino Maiani
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Sono stato a vedere il nuovo spazio di Sergio Tossi: non ho parole! Una grande galleria gestita da un ottimo gallerista che, se si mantiene fedele alla propria storia, non ci deluderà presentando grandi artisti (come Rohr, appunto).
complimenti, Sergio Tossi.