Per la prima volta la centrale idroelettrica di Torrite apre i suoi spazi a una collettiva di scultura (curata da Giuseppe Cordoni) grazie a un programma e a una promozione culturale di Enel Produzione in tutta Italia.
La mostra inizia all’esterno con delle ottime sculture e ben distribuite sul piazzale d’ingresso e su quello laterale. Si spazia dal figurativo stilizzato con forme piene e generose della Figura seduta (’89, bronzo, 130x125x90) di Franco Franchi, dal figurativo più astratto qui presente di Femme dans le vent (’95, marmo nero belga, 265x50x50) di Jim Ritche alle opere di astrazione pura e concrete: di dinamicissima composizione sui lati anteriore e posteriore il Pianeta (’89, travertino rosa, 410x190x85) di Pietro Consagra; di matematica composizione e di equilibrio geometrico la Modulazione solare (’95, marmo bianco di Carrara, 140x140x45) di Michele Benedetto; di essenziali e caldi volumi per trattamento di superficie la Maternità della terra (’90, marmo, 90x120x120) di Pietro Cascella e la pressoché surreale Pietraperta (’98, travertino, 160x220x140) – a ventaglio contorto – di Claudio Capotondi.
All’interno, nella prima sala, la mostra continua con un eccezionale contributo di plastica contemporanea: Spazio-Continuazione-Infinito (’99, marmo bianco di Carrara e bardiglio, 295x90x65) di Park Eun Sun è il momento formale e sostanziale, all’occhio non inesperto, più coinvolgente della sala d’ingresso, una vera e propria sorpresa per concetto, allestimento e tecnica. Accanto a Eun Sun, e anche qui dal naturalistico al figurativo stilizzato e all’astratto:
Il secondo e ultimo e decisamente più bello spazio interno è la sala laterale che si affaccia luminosa sul fondo della centrale, tra la gru e l’involontaria – per la collettiva – installazione tecnica delle turbine idroelettriche. E qui, subito all’inizio, il secondo capolavoro di plastica contemporanea della mostra: l’Uovo (’95, bronzo, d. long. 125) di Kan Yasuda: un uovo-testicolo semplice quanto essenziale e impressionante in questa sua collocazione sul pavimento all’entrata della sala più chiara. Tra gli astratti e i concreti Andrea Grassi e l’ermetica mini-installazione plastica Forma felice (2000, travertino, 60x50x30) di Mauro Berrettini. Tra le opere figurative, con raffinata grazia e poesia, la stilizzazione essenziale ma anacronistica di Guardando al futuro (2000, bronzo, 155 h) di Adriano Bimbi; la forza espressiva per posa e contorsione di Eos ( ’92, pietra auresina, 84x76x58) di Maria Gamundi e l’affascinante binomio di terracotta seduta su legno di Maest ( ’90, 160 h) di Matthew Spender.
Rimane da augurarsi che in Italia i meravigliosi spazi industriali o produttivi come questi continuino ad aprirsi e a promuoversi ciclicamente anche a spazi culturali ed espositivi.
link correlati
Il sito ufficiale della manifestazione
fabio carrari fiori
Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…
Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…
Allo Spazio Merlo di Roma, una mostra fa dialogare le sculture e le pitture di Antonia Leonardi con le fotografie…
Aperte le candidature per la terza edizione di DAIR - Digital Artist in Residence, il programma di residenza promosso dal…
I temi ricorrenti nella mia ricerca sono la bellezza e il significato nascosto nella quotidianità
Fino al 15 febbraio 2026, eXtraBO a Bologna ospita “Corpo Tessuto 01” di Simone Miccichè: un progetto in cui la…
Visualizza commenti
Bellissime le opere esposte nella centrale elettrica di Torrita - Castelnuovo Garfagnana (LU). Complimenti alla collettiva di scultura (curata da Giuseppe Cordoni).
Bello l'articolo di Fabio Carrari Fiori.