La stagione estiva si apre per Arte Arte di Colle Val d’Elsa con la personale di Francesco Galgani, che presenta in galleria quindici microsculture, una decina di foto e cinque teche che riassumono il suo particolare universo creativo. Galgani è un giovane scultore, poco più che ventenne, che dal 2003 conduce una personale ricerca utilizzando un materiale insolito, la plastilina. Con essa realizza opere di piccole dimensioni che successivamente fotografa o colloca all’interno di box luminosi, su piedistalli in marmo o in tubi di plexiglas.
Galgani è giunto all’uso del “pongo”, come lui stesso ama definirlo, in seguito all’approfondimento progressivo di tecniche e materiali che però non gli consentivano la medesima gamma di possibilità espressive. Il materiale scelto viene modellato esclusivamente con le mani, senza aiuto alcuno di strumenti specifici, ad eccezione di una biro che l’artista usa per pochissimi dettagli.
La plastilina, con la sua malleabilità, la sua estrema elasticità, la pratica maneggevolezza e la proprietà di non essiccare, fa sì che Galgani possa creare in piena libertà e con la possibilità di infiniti ripensamenti, senza compromettere il risultato finale del lavoro.
Le forme a cui dà vita sono nudi, sia maschili che femminili, che alla stregua delle sculture classiche, con le quali innegabilmente hanno forti somiglianze, sia per il raffinato gusto estetico che per l’armoniosità della linea, sono private di alcune parti anatomiche, come la testa o sezioni di braccia e di gambe. L’obiettivo è quello di focalizzare la ricerca espressiva sulla sensuale sinuosità dei corpi, sul gioco di ombre e di luci che essi creano, sulle posizioni o le torsioni che assumono nello spazio. Fattori che facilmente ci riconducono alla ricerca stilistica di grandi del passato come Michelangelo o Rodin, per i quali Galgani nutre una particolare ammirazione.
Un aspetto interessante nella ricerca artistica del giovane scultore è senz’altro l’estrema
sara paradisi
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