Categorie: toscana

fino al 15.VI.2004 | Bindo Altoviti tra Raffaello e Cellini | Firenze, Museo del Bargello

di - 10 Marzo 2004

Una mostra di qualità altissima e di rara concentrazione è ospitata nelle sale al pianterreno del Bargello, che si candida a collaborazioni internazionali di grande spessore. La mostra è costruita principalmente intorno ai due ritratti di Bindo Altoviti, eseguiti da Raffaello e da Cellini a distanza di molti anni, che permettono alcuni confronti eccezionali. Innanzitutto perché i due ritratti sono ormai da tempo migrati in collezioni statunitensi, e questa edizione fiorentina della mostra (che ha avuto una prima edizione all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston) ha consentito di riunire insieme anche altre committenze e opere dell’ambito di Altoviti.
Il ritratto di Bindo eseguito da Raffaello e ammirato da Vasari e Michelangelo mostra un giovane di bellezza straordinaria, con lunghi capelli biondi che si gira verso l’osservatore ed è ben sottolineata la sua somiglianza con gli angeli o con figure di giovani santi dipinte da Raffaello. Si trattava per Bindo ventenne della prima importante commissione ad un artista. A Raffaello si deve anche la Madonna dell’Impannata -così chiamata dalla finestra che si scorge sullo sfondo– dipinta per la residenza fiorentina degli Altoviti e confiscata da Cosimo I assieme a tutti i possedimenti Altoviti all’indomani della vittoria su Siena e su coloro che ancora contrastavano il suo potere autocratico. Infatti Bindo – nonostante avesse guadagnato fama e fortuna durante il papato di Leone X Medici e Clemente VII Medici – era sposato con la nipote di Pier Soderini – gonfaloniere a vita della prima repubblica – e cercò di avversare la nascita del granducato di Cosimo, arrivando a finanziare un intero esercito per combatterlo.
Le domande si affollano osservando questo volto nel trascorrere degli anni: era un opportunista o un antimediceo convinto? Nella seconda sala Bindo e Cosimo si affrontano in un faccia a faccia di straordinaria intensità: Benvenuto Cellini lavorò ai busti quasi in contemporanea e c’è ragione di credere che Cosimo vedesse nella bottega il busto dell’avversario. Ma anche così i due uomini non potrebbero sembrarci più diversi: il Busto di Cosimo I, che fa parte delle collezioni del Bargello, mostra un guerriero all’antica e una complessa decorazione sul torace, lo sguardo alzato e terribile. Bindo ha invece dalla sua la semplicità e la severità: una casacca liscia, un volto che emana una saggezza maggiore degli anni e una cuffia lavorata, unico vezzo per dispiegare le abilità di Cellini.
Attorno a questi due estremi medaglie, sculture antiche, libri e disegni cercano di ricostruire i rapporti con Vasari, che decorò il palazzo romano degli Altoviti, purtroppo perduto come quello fiorentino, Salviati, e Michelangelo, che gli fu amico e gli donò un cartone dell’Ebbrezza di Noè. A tutto questo si aggiunge il catalogo, ponderoso ed esaustivo, che oltre le opere in mostra delinea le vicende della famiglia, degli interessi musicali meno “ visibili” di Bindo Altoviti e gli restituisce un posto d’onore tra i grandi del Cinquecento.

silvia bonacini
mostra visitata il 1 marzo 2004


fino al 15 giugno 2004
Museo nazionale del Bargello, via del Proconsolo 4
Orario e giorni di chiusura martedì –domenica, 1° e 3° lunedì del mese ore 8.15-18.00. Chiuso il 2°e 4° lunedì del mese.
Biglietto € 7 (comprensivo dell’ingresso al Museo del Bargello)
Telefono 0552654321 Firenze Musei
Servizi Alle ore 15, 16 e 17 di ogni giorno di apertura sono previste visite guidate gratuite in lingua italiana e inglese
Catalogo Edizione Isabella Stewart Gardner Museum stampato da Electa
www.bindoaltoviti.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Spazio Rivoluzione, la nuova sede aperta a Roma

È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…

19 Gennaio 2026 0:02
  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30