Categorie: toscana

Fino al 16.XI.2001 | Paolo Meoni. Combinazioni inattese | Firenze, La Corte Arte Contemporanea

di - 2 Novembre 2001

Per colui che ha capito di essere mortale comincia l’agonia.
A. Schnitzler

Paolo Meoni, con le opere attualmente esposte alla Galleria La Corte, approfondisce una ricerca in corso già da tempo sulle relazioni tra il corpo e le sue possibili rappresentazioni. Il suo lavoro lo porta a maturare una riflessione sulle alterazioni che il corpo subisce nel passaggio dalla dimensione di significato a quella di significante..
Il meccanismo più diretto, l’istinto ancestrale della autoidentificazione, è quello di riconoscere il proprio corpo come manifestazione di se stessi: si provano dolore, piacere, godimento, sofferenza perché le prova il corpo. Il corpo non è uno strumento di trasmissione delle informazioni, è la ragione, la causa stessa dell’esistenza.
Nell’era delle comunicazioni accelerate, dell’azzeramento delle distanze, il corpo ha perso parte della sua specificità: la tecnologia ha messo in discussione i criteri consolidati per individuare le valenze e l’individualità della fisicità. In alcuni casi si afferma la capacità cognitiva della mente di fronte alla negazione della corporeità: “I’m no-body” è il titolo di presentazione di molti navigatori in rete.In altre situazioni, invece, il corpo è un dato culturale, è un ricettore di informazioni, un laboratorio, costantemente attivo, di movimenti, mutamenti, esperienze.
In questa installazione si assiste ad un ulteriore sezionamento della realtà: Paolo Meoni ha fotografato i fisici torniti di culturisti e body builders (artefici di una mutazione condotta su se stessi, in un certo senso falsificatori dell’identità).. I corpi ritratti sono stati ritagliati seguendo una geometria che asseconda le linee scultoree; pettorali e bicipiti vengono sottratti all’insieme diventando quasi rappresentazioni astratte: un’operazione che, evidenziando l’innaturalezza di determinate forme, non manca di sottile ironia. Le immagini così isolate diventano protagoniste di un’ulteriore trasfigurazione, ottica e concettuale: ogni ritaglio si riflette su uno specchio mentre da questo sorgono selve di gambi di rosa.L’artista riesce a narrare, con modalità impreviste, l’angoscia che motiva la ricerca di identità altre: i rami penduli, al di sotto degli specchi, corrono verso il suolo interrogandosi sulla possibile esistenza di radici, di tracce perdute…

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Pietro Gaglianò



Fino al 16.XI.2001
Paolo Meoni. Combinazioni inattese
Firenze, La Corte Arte Contemporanea, via de’ Coverelli, 27 r.
Informazioni: tel. 055 284435; e-mail: rostem@tin.it.
Catalogo: disponibile in galleria, testo critico di Fiammetta Strigoli



[exibart]




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  • Interessante la riflessione sulle alterazioni che il corpo subisce e come l'artista riesce a narrare, con modalità impreviste,l'angoscia che motiva la ricerca di identità " altre ".
    Pietro Gaglianò presenta bene questa ricerca, ci fa capire, in modo chiaro, questa indagine.

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