Categorie: toscana

fino al 18.IX.2006 | Primo Piano | Prato, Centro Luigi Pecci

di - 6 Luglio 2006

Per comprendere (e apprezzare) la tipologia delle opere in mostra si pone come necessaria una deviazione di fronte al percorso di fruizione di un’arte cosiddetta dell’oggetto. Non voglio / vendere oggetti / Voglio / vendere me stesso.
In base alla convenzione linguistica che regola la sineddoche, in queste parole sta racchiuso il messaggio delle avanguardie, o per meglio dire delle Neo-avanguardie, di cui la collezione in mostra è orgogliosa detentrice. Non è importante a questo punto la componente autoriale del testo appena riportato, visti gli sforzi operati fin dalle cosiddette Avanguardie Storiche e poi via via da Lettrismo, Situazionismo, Poesia Visiva e Fluxus nel far sì che la logica di gruppo fagocitasse l’espressione del singolo, ingorda di inutili personalismi, a favore di un creative commons ante litteram.
Ben più importante risulta il legame -neanche troppo forzato- con il meglio noto slogan, passato di bocca in bocca (e di manifesto in manifesto) da quel fatidico 1909 ad oggi: Arte=Vita. Ed è la vita che urla gloriosa, e si estende in tutti gli angoli delle sale, irradiata, sempre uguale sempre diversa, da un piccolo apparecchio televisivo incastonato in un voluminoso blocco di cemento (Wolf Vostell, La revoluzione de la televisione n. 4).
Nell’impossibilità di enumerare le centinaia di opere esposte, alle quali si lega un evidente “fardello” di concettualismo, procederemo per cammei, che nella logica dell’uno per -al posto di- tutti, faranno da traccia di una poetica corale.
Le ultime battute di quell’oggetto materiale, detronizzato in incipit, sono ravvisabili nelle esperienze del Nouveau Realisme. Fedele erede delle sperimentazioni accumulative e assemblative di Dada, Arman salda tra loro alcune tube; così facendo lo strumento musicale perde la sua significazione ordinaria e l’artista, conscio della lezione duchampiana, opta per un complesso groviglio di plasticità scultorea.

Di straniamento si tratta e che cosa è più straniante dei collage da riviste, giornali e pubblicità messi in opera dai poeti visivi? In questo modo infatti i vari Pignotti, Tola, Miccini, Balestrini si divertivano a creare nuove vie di lettura per l’informazione mediatica continua ed avvolgente, secondo lo schema casuale dettato proprio in seno al Dadaismo zurighese quasi cinquant’anni prima. La stampa, le “cose” di tutti i giorni, il flusso inarrestabile della vita che sbaraglia il vetusto circuito artistico.
Nel piccolo museo di Ben Vautier compaiono lamette da barba e contenitori; alle pareti le tavole imbandite e “già mangiate” di Daniel Spoerri sostituiscono i quadri. Persino le azioni, i gesti, iscritti in innocui cartoncini, diventano arte (o lo erano già?) se George Brecht vi appone la propria firma. Un tripudio di energia, insomma, che speriamo aiuti la rifondazione pratese seguendo l’incitamento verbo-cromatico del conterraneo Giuseppe Chiari.

articoli correlati
Rifondazione pratese

claudio musso
mostra visitata il 1 luglio 2006


Primo Piano – Parole,azioni,suoni, immagini…in una collezione d’arte
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, via della Repubblica 277, 50047 Prato
orari di visita: dal martedì al sabato 10-18.30 (la biglietteria chiude mezz’ora prima) chiusa: lunedì, domenica e 15 agosto (possono variare, verificare sempre via telefono) – ingresso: intero 5 euro, ridotto 4 euro
+39 05745317 (info), +39 0574531901 (fax)
info@centroartepecci.prato.itwww.centroartepecci.prato.it


[exibart]

Visualizza commenti

  • caro Musso, spiace che tu ignori il liet motiv che accompagna l'ennesima marchetta di un museo in crisi. una mostra non è solo un pacthwork di opere, ma un progetto di intervento culturale in un ambito territoriale...
    questa invece è un'ennesima marchetta al potente di turno per tirare a campare, senza un progetto, senza un curatore vero, senza una linea culturale dell'istituzione...
    spiace vedere una tale entropia

  • Forse ogni tanto è necessario concentrarsi sulla mostra, invece che "politicizzare" aprioristicamente... spiace vedere tanta anonimia della calunnia

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Allo Spazio SLAP di Milano c’è una mostra in cui si scompare nella luce

SLAP Spazio Lambrate Arti Performative ospita una mostra immersiva che, tra luci e suoni, invita a scomparire: le opere di…

15 Gennaio 2026 20:10
  • Attualità

In Iran chiudono anche le gallerie d’arte, tra proteste e blackout

Nel clima di repressione e incertezza che attraversa il Paese, numerosi spazi culturali scelgono di chiudere, tra timori per la…

15 Gennaio 2026 19:05
  • Mercato

Basquiat vs Klimt: una sfida fra titani nel mercato dell’arte degli ultimi 20 anni

Un esperimento comparativo tra Jean-Michel Basquiat, considerato il benchmark del contemporaneo, e Gustav Klimt, fresco di record da $ 236,4…

15 Gennaio 2026 18:49
  • Progetti e iniziative

L’arte contemporanea varca le soglie del carcere di Bologna: il progetto di Anila Rubiku

In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’arte contemporanea attraversa le mura Casa Circondariale Rocco D’Amato, con il progetto di…

15 Gennaio 2026 18:01
  • Mostre

Le mostre da non perdere a gennaio in tutta Italia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…

15 Gennaio 2026 17:40
  • Musei

Il New Museum di New York è pronto a riaprire, con spazi raddoppiati

L’ampliamento firmato da OMA raddoppia la superficie del New Museum di New York, che riaprirà nel marzo 2026 con una…

15 Gennaio 2026 14:12