Categorie: toscana

fino al 2.II.2002 | Herbert List | Firenze, Sala d’Arme

di - 31 Dicembre 2002

La fotografia di Herbert List è come un diapason del XX secolo: vibra in armonia con le più limpide affermazioni dei principi figurativi del ‘900. La sua produzione è talmente articolata e originale che, a dispetto di certi speciosi tentativi di classificazione, non è possibile ricondurla ad una corrente o ad un programma artistico determinato.
List è stato prima di tutto un raffinatissimo esteta, sia pure borghese, sia pure un po’ impiegatizio; intriso di ammiccamenti decadenti ma fervidamente avvinto alla realtà, anche quella brutale della guerra o quella da manuale del Neorealismo italiano.
Dall’estetica “metafisica”, dicitura sotto la quale viene radunata una parte delle sue opere giovanili, alle ultime immagini, quelle legate all’amicizia e alla collaborazione con Vittorio De Sica, List tiene presente una solida volontà: quella di parlare di sé. Mentre il secolo scivola tra conflitti mondiali e rivoluzioni ideologiche, le fotografie dell’artista di Amburgo testimoniano i suoi viaggi, i suoi amici, gli amori e i paesaggi visti dalle finestre in cui soggiornava. Con un egotismo che trova confronti adeguati solo nel genio catalano di Dalì o nell’esperienza letteraria di Christopher Isherwood, Herbert List trascrive i dati della sua storia personale nelle immagini che oggi tutti conosciamo.
Le rovine di Monaco, con i muri squarciati e le statue classiche sepolte dai detriti, sono espressione di un dato interiore di fortissima soggettività. Queste immagini non sono più documentaristiche dei ritratti dei giovani turgidi di salute che, con una naturalezza insuperata in tutta la fotografia erotica, sorridono dalla memoria di una gita sul fiume o di un viaggio in Grecia. L’inseparabile Ritti e gli altri anonimi ragazzi, teutonici e mediterranei, dovrebbero di diritto stare a fianco di Pablo Picasso , Auden, Colette, Mirò, Marino Marini, Gide e Benedetto Croce. Questi e altri nomi affollano una galleria di celebrità che è impressionante solo per i posteri. Per List, probabilmente, gli uni avevano il valore degli altri, amati per quel che erano, meritevoli soprattutto per il loro prestarsi docilmente all’enigma dell’obiettivo.
Anche i lavori più artificiosi e meditati, che documentano il ricorso alla doppia esposizione e al fotomontaggio, hanno più l’aria di una meditazione del tutto personale che non di una ricerca o di un “lavoro”. Non è casuale, quindi, che la vena lirica di List, e la sua straordinaria capacità, appaiano un po’ annebbiate nella produzione, per così dire, neorealista. Non era un fotografo da reportage List e, nonostante la collaborazione con Magnum e con molte importanti riviste tra gli anni ’50 e ’60, la grande arte, quella che lo rende immortale, è legata inevitabilmente alle opere meno conosciute – e meno remunerate – dai suoi contemporanei.

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www.alinari.it

pietro gaglianò
mostra vista il 6.XII


fino al 2.II.2002
Herbert List
Firenze, Sala d’Arme, Piazza della Signoria (centro Storico)
tutti i gg 10-19, ingresso 6,00, ridotto 4,00, 055 2768454,
Ufficio Stampa Rosa Manno, 055/2395207, rosa@alinari.it ,
a cura di Ulrich Pohlmann
Catalogo: edizione italiana Alinari, a cura di Max Scheler,
prezzo in mosta Euro 45.00


[exibart]

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