Inaugurata Mercoledì delle ceneri, “Terra delle Madri” è una grande installazione site specific di Marco Bagnoli. L’opera è un paesaggio di sessanta tumuli di tufo, tutto lo spazio è sbarrato da una palizzata che ne permette uno sguardo solo attraverso fessure. L’obiettivo? Creare una distanza mistica, come con l’iconostasi nelle chiese. Sulla palizzata sono dipinti simboli, immagini e testi tratti dal repertorio dell’artista, come le teorie relativiste dello “spazio x tempo” che divengono “io x te”.
Le sessanta collinette di tufo, di dimensioni e altezza diversa, sono disposte secondo la regola della quinconcia. Gombrich, grande storico dell’arte, nel libro “Il senso dell’ordine: studio sulla psicologia dell’arte decorativa”, riteneva che la spiegazione cognitiva di tale regolarità consiste nel fatto che essa permette all’uomo di percepire immediatamente l’errore, motivo per il quale lo schema fu adottato già dagli antichi romani per piantare gli alberi e disporre le truppe. Al centro è sospesa una campana, fusa da due parti, che appare come una testa sollevata. L’installazione, pervasa dal suono del gracidare delle rane distribuito da un computer nei vari punti dello spazio espositivo, riserva altri simboli legati alla religione, ricorrenti nell’opera di Bagnoli. Uno specchio convesso dall’alto inquadra e deforma tutto l’allestimento e, sulla parete frontale rispetto all’entrata, quasi fosse l’abside di una chiesa, una finestra sprigiona luce rossa. La fessura è raggiungibile seguendo un percorso segreto, che i visitatori possono seguire in gruppi di dieci (prenotarsi all’ingresso appena si arriva). E solo da lassù è possibile osservare l’installazione nella sua interezza.
Ma le barricate che impediscono l’ingresso a Quarter avranno vita breve. La Domenica delle Palme (il 20 marzo prossimo) verranno rimosse le porte e per tutto il giorno e la notte i visitatori avranno l’opportunità di camminare all’interno dell’installazione e calpestarne la terra. Bagnoli –a quanto pare in piena estasi mistica- si pone l’obiettivo di generare un rito equinoziale. Tra la ricorrenza dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e quello del rito pagàno della primavera che arriverà il giorno successivo.
jade vlietstra
mostra visitata il 19 febbraio 2005
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