Duecento piccole opere formato cartolina in un grande contenitore dorato, come scatola di dolciumi natalizi… come enormi ali di farfalla. E butterfly (farfalla) è il titolo della mostra inaugurata sabato 15 Dicembre a La Corte Arte Contemporanea. Piccole opere da gustare con calma cercando di scoprire quale dei due artisti ne è l’artefice. Patrizio Raso e Angelo Sarleti le hanno mischiate all’interno della grande scatola che le contiene e le unifica in un’unica installazione.
Il primo colpo d’occhio è quello di uno schermo dorato aperto a libro, con la parte centrale tappezzata di opere disposte a costituire un enorme puzzle. I visitatori agiscono sul puzzle scegliendo le varie tessere e togliendole dal supporto. I pezzi, autenticati dagli artisti e “confezionati “ in piccole scatole dorate, del tutto simili al grande contenitore sono offerte al prezzo simbolico di 15 euro, come proposta per “Iniziare a usare l’euro…. per l’arte”.
I due giovani artisti appartengono al gruppo “VillaNuccia”, gruppo aperto, i cui lavori avevamo già visto e apprezzato al Castello dell’Acciaiolo (Scandicci) la scorsa estate durante l’evento “I love light”.
Angelo Sarleti ci spiega che le sue opere a tecnica mista sono ultimamente molto colorate, perché ha riscoperto il gusto del colore che per lungo tempo aveva abbandonato. Molti acquerelli con zone bianche irregolari nelle quali possiamo ritrovare figure e immagini lontane nella memoria. La disposizione delle opere ricorda un interessante video dello stesso artista proiettato durante la manifestazione estiva di Scandicci. Molte finestre, aperte o chiuse, immagini prese in momenti e luoghi diversi ma ricomposte a significare un grande condominio entro il quale si vede poco ma si può immaginare molto. E proprio lo stimolo all’immaginazione ci sembra unire queste opere di Sarleti.
Patrizio Raso lavora più “ leggero” nei segni ricorrenti dal vago valore simbolico. I colori virati seppia, le gradazioni del grigio e i marroni sono evocativi di una iconografia inventata, in alcuni tratti di sapore medioevale come l’immagine ricorrente delle mani inchiodate di un Cristo che non c’è . Anche di questo artista ricordiamo il lavoro presentato con il gruppo “VillaNuccia”. Si trattava di un itinerario sulla base dei colori primari , del bianco e del nero. Cinque “stazioni” con altrettante opere sviluppavano un percorso rettilineo dove l’illuminazione ovattata accentuava la curiosità e l’alone di mistero.
Altre opere dei due artisti sono esposte al Florence Bar NEGRONI, via dei Renai, 17r (fi). Tel: 055/243647.
Link correlati:
www.fabbricaeuropa.net/scandicci/home.htlm
Daniela Cresti
L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…
In occasione della sua mostra alla Galleria Continua di San Gimignano, abbiamo incontrato Berlinde De Bruyckere, che ci ha parlato…
Una raccolta organica di scritti edita da Electa svela lo sguardo militante di Giuseppe Ungaretti su Modigliani, de Chirico, Brancusi…
Dal 9 al 12 aprile 2026, torna a Napoli DESINA: il festival della grafica, arrivato alla quarta edizione, porta negli…
L'artista argentina Amparo Viau presenta la sua prima personale europea alla ArtNoble Gallery di Milano: un'installazione di 40 metri, tra…
Non solo fenomeni pop. A New York, la vendita della major ha polverizzato le stime e conquistato una nuova generazione…