Categorie: toscana

fino al 23.I.2011 | Bronzino | Firenze, Palazzo Strozzi

di - 13 Gennaio 2011
Dipinti riapparsi dall’oblio, prestiti illustri e un allestimento
magistrale rendono la mostra su Bronzino
(Monticelli di Firenze, 1503 – Firenze, 1572) un’esperienza rinfrancante per
l’occhio e per la mente.

Seguendo un percorso cronologico, si può indagare Bronzino
dalle prime prove pontormesche fino ai primi accenni di indipendenza e maturità,
con la decisione di lasciare Firenze a favore di Pesaro. Lì eseguì il possente
ritratto di Guidobaldo II della Rovere, lasciapassare per il suo futuro, fu
coinvolto nei lavori di Villa Imperiale, ma soprattutto venne a contatto con
l’ambiente raffinato ed elegante che circondava la corte frequentata da artisti
romani ed emiliani come Dosso Dossi,
Genga e Lotto.

Al suo ritorno diventa l’indiscusso protagonista della
neonata corte medicea, ed è instancabile ritrattista e dominatore della scena
artistica per oltre un ventennio, come dimostrano i numerosi ritratti prestati
dagli Uffizi, collocati ad altezza d’occhio per gustarne le finezze pittoriche
e i colori intensi.

Si tratta di dipinti di grande evidenza tecnica ed
estetica, talvolta vere e proprie icone, come Eleonora di Toledo col figlio Giovanni o il bellissimo Ritratto di Cosimo I giunto da Sidney,
da intendere però anche come complessa allegoria del potere. Grazie alle
ambizioni dei Medici, a Firenze nasce anche una manifattura di arazzi, che con
la serie delle Storie di Giuseppe per
il Salone dei Duecento, raggiunse uno dei vertici dell’epoca. In mostra questi
arazzi, che rispondono veramente come poche opere agli aggettivi ‘opulento’ e ‘sfarzoso’,
arrivano dopo un restauro trentennale che ne esalta le qualità.

Bronzino si muove però su piani ambivalenti; non a caso,
il titolo della mostra e alcune iniziative collaterali rendono giustizia
all’altra grande passione di Bronzino: la poesia. Infatti alcuni autografi
mostrano come nella poesia Bronzino riuscisse a esprimere il suo lato
popolaresco, che in pittura si esprime con un naturalismo alla nordica, o con
attenzione maniacale al naturale, accanto a una produzione più improntata al
classicismo.

I rapporti con poeti e intellettuali del tempo sono
suggeriti dalle sculture, dai personaggi ritratti, dalle sensuali allegorie. Ma
l’opera che stupisce e diverte è il Ritratto
del Nano Morgante
, interpretato dai curatori, Antonio Natali e Carlo
Falciani, come una risposta alla disputa sulla maggioranza delle arti iniziata
da Benedetto Varchi: Bronzino dimostra come anche la pittura possa far vedere più
lati di uno stesso soggetto, in maniera abbastanza irriverente o polemica
rispetto alla tensione ideale di Michelangelo.

Il cuore spirituale e pulsante della mostra è la stanza
dedicata alle opere dipinte per la famiglia Panciatichi: solenni e struggenti
come la Crocifissione, riscoperta a
Nizza e forse allusiva a una religiosità più autentica, senza orpelli, come
quella dei protestanti e degli spirituali, a cui erano vicini i Panciatichi e
altri personaggi della corte medicea, e un approccio “naturale”, fatto anche di
raffinate modulazioni luminose, caratterizza le opere di tema devozionale come
le Sacre famiglie di Parigi e Vienna
e la piccola Adorazione.


Il percorso si conclude fra ritratti, sempre diversi e
accattivanti nelle invenzioni che Bronzino ha saputo creare per i suoi soggetti,
di amici, intellettuali, mercanti colti fra naturalismo e astrazione, tanto da
rendere questo nuovo riscoperto Bronzino il primo artista concettuale della
modernità.

silvia bonacini

mostra visitata 20 ottobre 2010


dal 24 settembre 2010 al 23 gennaio
2011

Bronzino – Pittore e poeta alla corte dei Medici

a cura di Carlo
Falciani e Antonio Natali

Fondazione
Palazzo Strozzi – Cortile

Piazza degli Strozzi, 1 – 50123 Firenze

Orario: tutti i giorni ore 9-20; giovedì ore 9-23

Ingresso: intero € 10; ridotti € 8/7,50

Catalogo Mandragora

Info: tel.
+39 0552776461; fax +39 0552646560; info@fondazionepalazzostrozzi.it;
www.strozzina.org

[exibart]

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