Dopo essere stata presente ad Assisi, Napoli e San Benedetto del Tronto, “Leonardo e l’Europa” giunge a Firenze, qui si offre al pubblico arricchita di una sezione dedicata ai rapporti dell’artista con la Toscana.
Il visitatore è guidato lungo un percorso avvincente attraverso le eccezionali ricerche di Leonardo. La mostra si compone di un vasto apparato iconografico e documentario: dalle riproduzioni dei codici leonardeschi alle testimonianze, antiche o recenti, del segno lasciato dal genio. Interessanti sono i modelli, ricostruiti sulla base dei disegni originali, di oggetti oggi di uso comune ma eccezionali se riferiti all’epoca in cui vennero concepiti. È inedito il plastico dello “Studio del pittore”, che prevedeva, nelle intenzioni dell’artista, un meccanismo in grado di fornire sempre la giusta quantità di luce all’ambiente.
Sono da segnalare due bellissime tele, le uniche riconosciute di mano del maestro che appartengano ad una collezione privata. Si tratta di due studi di panneggio, opere giovanili, che rivelano l’indubbio talento di Leonardo nel coniugare una dimensione spaziale, fortemente materica, con la leggerezza di forme che sembrano sfumare verso l’infinito. Nella sezione dedicata alle opere originali si trovano anche diversi quadri di scuola leonardesca. Notevole è il “Gesù e San Giovannino”, proveniente anch’esso da una collezione privata, che costituisce una rara testimonianza della composizione ideata da Leonardo per questo tema.
L’esposizione si conclude con una breve rassegna di artisti contemporanei che hanno reinterpretato temi leonardeschi. Questo come per sottolineare l’immortalità del genio.
La cura di tutto il materiale esposto, dalle stampe alle ricostruzioni dei progetti, si avvale della supervisione scientifica di insigni leonardisti. Fra questi Carlo Pedretti, direttore dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies, dell’Universty of California, e Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Leonardo da Vinci.
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Ho trovato la mostra molto interessante ma ritengo eccessiva,oltre che di cattivo gusto,la presenza degli sponsor.
Per Anna: potresti descrivere meglio la presenza degli sponsor? Era proprio così invadente? Sai, le politiche culturali sono sempre più volte al coinvolgimento degli enti privati che, giustamente, si fanno vedere. C'è chi dice che lo stato italiano, nonostante i recenti segnali, non abbia ancora imboccato con convinzione questa strada. Io, per me, penso che, al di là dei sentimentalismi, in questo periodo storico sia questa l'unica strada percorribile se si vuole tentare di colmare il gap che divide l'Italia dal resto del mondo. Il nostro patrimonio artistico dovrebbe essere considerato come una grande risorsa economica del nostro paese.
Beh, se è così, anche se sono convinto che Leonardo non avrebbe disdegnato di veder esposto questo gran prodigio della scienza, mi metto dalla Vs. parte. C'è un tempo per l'arte ed uno per lavare i panni.
condivido il parere di anna gioia sulla presenza degli sponsor.
capisco le affermazioni di alfredo sigolo, ma... è proprio necessario dover vedre una lavatrice al fianco di una stampa di leonardo?
La bella atmosfera di Palazzo Temple Leader e l'interesse della mostra sono sicuramente inficiati da quanto rilevato da parte degli altri lettori... peccato.
comunque la mostra è molto educativa e ben curata.
E' vero quel che ho letto? Ci sono persone che non avendo alcuno scrupolo per la memoria di Leonardo e del genio che esso rappresenta, hanno insultato in tal modo mettendo, degli sponsor?, accanto alle sue creazioni? Vorrei andare a visitare la mostra ma se mi dite che è triste per l'ambientazione forse non vado... Grazie per la "dritta"!