Gli oggetti più comuni, quelli che hanno una pura valenza pragmatico-funzionale, possono nascondere una magia. Basta ricordare Le Ballet Mécanique di Léger in cui vengono dati anima e movimento a materiali inorganici. Un ventilatore può essere indagato nella sua forma e nelle sue proporzioni, così come un lavandino o una presa elettrica. Fa così Katia Giuliani, dosando in un mix sapiente d’astrazione e figurazione. Perché l’intento non è quello di offrire un’immagine oggettiva di elettrodomestici e arredi vari. Quanto capirli, dare un tributo alle prolunghe-protesi che rendono la vita contemporanea più facile. Non una serie di still life, dunque, o almeno non di quelli canonici. Giuliani va in cerca di questi oggetti nelle case degli amici, li fotografa e dona loro quell’aura che solo una visione intimista può fornire. La serie di otto tele crea un universo liquido ed immateriale in cui appaiono scritte, fiori e
Spesso zoomati, irriconoscibili ad una prima occhiata, questi oggetti sembrano figure geometriche appartenenti ad un ambiente onirico. E in effetti, tolti dal loro contesto, sono mere figure o solidi: è questa operazione di alienazione a renderli ancora più vicini ed –in un certo senso- intimi, simboli di un accumulo indecifrabile di esperienze, situazioni, momenti minimi e quotidiani. L’indagine su questi elementi d’uso comune, sulle loro forme e si realizza con un procedimento di plurime sedimentazioni di materia sulla tela, con frammenti di velina che aderiscono alla superficie della fotografia. In alcune immagini vengono inseriti anche fiori e farfalle, ennesimo contributo alla loro fedele ed effimera presenza, con un tocco di ironia.
veronica caciolli
mostra visitata il 22 settembre 2004
Il caso dei mancati finanziamenti al documentario su Giulio Regeni apre degli interrogativi sul rapporto tra politica e cultura nella…
L’antologica al Museo Diocesano di Molfetta ripercorre l’intero percorso dell’artista, che indaga il dato pittorico come atto esperienziale e meditativo,…
Il festival Popsophia torna ad Ancona, dall’8 al 10 maggio, con un programma che esplora la malinconia contemporanea, tra cinema,…
Michela Lucenti rilegge le Fenicie di Euripide attraverso una danza di parole, voci e corpi: un racconto corale e attualissimo…
Negli spazi napoletani della Galleria Umberto Di Marino, Diego Perrone presenta due serie di opere sulla soglia tra immagine e…
La Design Week di Singapore diventerà una Biennale: più tempo per la ricerca, progetti più approfonditi e un'apertura internazionale, per…