Niente
a che vedere con il leggendario Grand Tour lungo lo stivale: l’itinerario di
fuga e formazione per eccellenza compiuto nei secoli da Goethe, Stendhal,
Mozart, Dostoevskij, Dürer
attraverso le bellezze del paesaggio e le grandi capitali della cultura
italiane. Niente a che vedere con gli stupori e le aspettative dei tanti
turisti per caso che, sulle orme di
intellettuali e artisti europei, si accaniscono ancor oggi a ripercorrerne
tutte le tappe da cartolina (mai appannate), intaccabili di nome e meno di
fatto (dal degrado, dagli atti vandalici…).
Di un
odierno voyage en Italie restano a
Palazzo Fabroni 40 singolari sguardi sulla situazione culturale, politica,
sociale, antropologica e simbolica del Belpaese, rappresentati attraverso ogni
mezzo linguistico, con prevalenza di video e fotografia. Punti di vista
differenti, selezionati in base alla capacità di rappresentare temi legati alla
stretta contemporaneità e di mettere in luce tutte le contraddizioni della Penisola:
dalla maestosità di certe bellezze architettoniche agli eco-mostri, dal turismo
di massa ai problemi di integrazione sociale, dai grandi italiani della storia
ai tristi protagonisti della politica, dalle metafore sulle imprese calcistiche
alla videocracy.
Un
vasto repertorio di opere per restituire allo sguardo degli italiani un
carosello di vizi e virtù poco consolatorie, oltre a una sporadica Italian beauty. Il tutto ripartito in
cinque sezioni: Paesaggi tra natura e
memoria, Architettura e ideologia,
Alla ricerca di un’identità, Uno sguardo politico, Una risata vi seppellirà.
La
collettiva si apre con l’opera video di Francis Alÿs, The thief, in
cui l’artista belga rivede i precetti teorici del trattato di Leon Battista Alberti sul concetto di
finestra (campo prospettico rinascimentale) per arrivare a una definizione
multimediale contemporanea: una visione mobile, breve, intangibile e instabile.
L’estensione visiva dello spazio si contrae e, con occhio miope, si isola dal
reale. Tra i progetti fotografici, quello di Candida Höfer “coglie la
dimensione metafisica del genius loci” e si concentra su ambienti
vuoti di alcune importanti architetture italiane, come il Camposanto di Pisa.
Dentro
Palazzo Fabroni, profonda è l’ammirazione per Pier Paolo Pasolini, a cui si rivolgono due artisti: Ceryth Wyn Evans con Ostia Remix e Alfredo Jaar con Le ceneri di
Pasolini. Dopo il video su Gramsci, l’artista cileno, con un deciso intento
concettuale e politico, rende omaggio all’ intellettuale italiano. La sua è una
lettura implacabile dell’Italia di oggi e del ruolo devastante che i media
hanno avuto nel Paese; la tacca di un’Italia riprovevole, vista non solo dagli altri.
federica bianconi
mostra
visitata il 28 dicembre 2010
dal 13 novembre 2010 al 30 gennaio 2011
Viaggio in Italia. Sguardi internazionali
sull’Italia contemporanea
a cura di Ludovico Pratesi
Palazzo Fabroni Arti Visive
Contemporanee
Via Sant’Andrea, 18 – 51100 Pistoia
Orario: da giovedì a domenica ore 10-13 e 15-18
Ingresso: intero € 5; ridotto € 3
Catalogo
Gli Ori
Info: tel.
+39 0573371214 / +39 0573371817; fabroni.artivisive@comune.pistoia.it
[exibart]
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