Riapre dopo la pausa estiva l’iniziativa di Tracce fuori centro con due esposizioni: Senza titolo, tre installazioni di Gabriele Manganiello, Manuela Mancioppi e Rikke Hostrup, allestite nella Limonaia di Villa Vogel; e Il luogo delle attese, un’esposizione fotografica di Jacopo Santini, nel Chiostro della stessa Villa.
L’installazione di Gabriele Manganiello, composta da tubi di gomma colorati assemblati a dare vita a forme infinite, interagisce con lo spazio circostante e con il pubblico. Il visitatore è quasi “obbligato” a seguire con lo sguardo i labirinti che i tubi vengono a creare. Labirinti che possono sembrare scale o ponti o, meglio ancora, essere paragonati alla mente umana che si intreccia continuamente.
Manuela Mancioppi, invece, crea qualcosa di tangibile e carnale con i suoi ombelichi e capezzoli, creati con materiali come il lattice o il silicone. Il senso di corporeità ed erotismo caratterizza l’intera esposizione. Scatole come scrigni che conservano parti di corpi umani, ombelichi femminili e capezzoli maschili, cavità e protuberanza che si attraggono e alla fine si uniscono in un rapporto erotico-ironico. L’unione tra le due parti viene però a mancare quando esse si trovano l’una di fronte all’altra e questa incapacità di congiungersi crea una tensione e una vibrazione che si ripercuote in tutto l’ambiente circostante. Infine una piccola scatola in silicone, qui un capezzolo in lattice si è fuso con un ciuccio da neonato per ricreare quel necessario vincolo tra madre e figlio.
Il lavoro di Rikke Hostrup, Welcome in my world, è un viaggio segreto nella sua mente. Appunti, fotografie, ritagli di giornale, collages e disegni che danno luogo a un diario personale, come un registro sul quale sono annotate sensazioni, emozioni e ricordi vissuti in vari momenti della sua vita. Lo spettatore non riesce (forse non deve) ad inserirsi nel mondo di Rikke, ma è portato a riflettere sull’esistenza delle “vie mentali” che ognuno può inseguire per sempre.
Atmosfere di partenze, arrivi e ritorni nella stazione di Santa Maria Novella a Firenze sono quelle colte dallo scatto della macchina fotografica di Jacopo Santini. È il silenzio l’elemento dominante in queste fotografie in bianco e nero che, per questo, appaiono essere senza tempo. Tabelloni con gli orari dei treni; finestrini di treni che non sappiamo se partano, se arrivino o se alberghino in una stazione fantasma; persone o, per meglio dire, viandanti che, per un breve istante, si trovano a passare, a sostare, a dormire in uno spazio che non gli appartiene ma che fa parte della loro quotidianità.
Manuela Mancioppi, Rikke Hostrup, Jacopo Santini e Andrea Marini, che ha esposto, recentemente, alla Limonaia, sono anche protagonisti dell’evento Invasioni, progetto voluto dal Comune di Lastra a Signa. Installazioni e sculture che animano le vie del centro storico.
Elena Parenti
I temi ricorrenti nella mia ricerca sono la bellezza e il significato nascosto nella quotidianità
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