Italia e Svizzera a confronto in un’unica mostra. Nata dall’incontro di tendenze diverse, alla ricerca di punti in comune e differenze.
Il primo sguardo all’ingresso della galleria Biagiotti è catturato da un quadrato d’erba. Un prato verde entra in galleria. Occasione irrinunciabile per immergerci nella natura, o quasi. Che importa se i fili d’erba sono di plastica? E se non siamo noi a portare la testa indietro tanto da tuffarla nel terreno?
Meno d’impatto nelle dimensioni, ma altrettanto cariche di suggestioni sono le foto di Natalie Rebholz’s, ripresa come una mitologica divinità delle montagne e delle nevi, sullo sfondo di paesaggi da cartolina.
Luca Francesconi propone una fotografia dal titolo Strategie di seduzione.
L’ambiente naturale si fa protagonista del video di Rébecca S., lentamente accompagnato dal suono di un corso d’acqua che scorre.
Poco idilliache, invece, le ambientazioni di Gianni Motti, con la serie di fotografie scattate durante il Social Forum di Firenze. I collaboratori dell’artista emergono tra la folla, grazie alla la maglietta gialla dalla scritta “assistente di Gianni Motti”. Intimistico il messaggio di Anny San, che riflette sull’essenza del sé studiando le emergenze e le ombre di volti in primo piano. I risultati sono di raffinata eleganza. Faticoso dire lo stesso delle prove pittoriche e video di Andrea Mastrovito, che gioca sull’esuberanza dei colori e chiama in causa personaggi di successi hollywoodiani. Il video, nato da una collaborazione tra Mastrovito e Luca
Strizza l’occhio al passato, invece, l’omaggio di David Casini. La sua interpretazione della storia di Guglielmo Tell, richiama nel linguaggio e nella tecnica la xilografia quattrocentesca d’oltralpe.
Nei confini di quattro stanze, gli artisti svizzeri ed italiani chiamati in causa dalla curatrice Charlotte Mailler si incontrano. In certi casi, va detto, si scontrano. Ma riescono a non fare a pugni. Esaltando anzi le caratteristiche l’uno dell’altro. Per contrasto.
silvia bottinelli
mostra vista l’11 aprile 2003
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