Guns è il titolo della mostra. E in galleria non troviamo che armi: bombe a mano, pistole, mitragliatori, asce, fucili. Ma è solo apparenza. Perché ciò che ci si apre di fronte non a nulla a che vedere con un’armeria. Le pistole sono scariche, non sparano. Anzi, non sono pistole. E quella grande bomba decorata d’azzurro e blu, adagiata con cautela in una cassa di legno che porta la scritta “fragile”, non esploderà mai. Così come le bombe a mano – più simili a boccette di profumo o a oggetti d’arredo per la sala buona – e i fucili appesi ai muri in teche di vetro, che dalla loro canna non faranno partire un colpo. Siamo infatti spettatori di ciò che non esiste. E così abituati a dare un senso concreto alle cose già conosciute che, alla fine, si corre il rischio di perderci.
articoli correlati
Too Bad – Antonio Riello
Alto volume corporale
Tutto l’odio del mondo
link correlati
il primo game-art d’europa, firmato riello
gianluca testa
A cinquant’anni dalla Biennale Arte 1976, la Biennale di Venezia ripercorre il progetto di Janus dedicato a Man Ray, trasformando…
L'uscita del numero di exibart 131 è stata l'occasione di un'analisi su censura e soft power oggi. Un momento necessario…
Curata da Catherine Nichols, la Biennale di Lione 2026 esplorerà il legame tra economia e arte, ispirandosi al pensiero di…
Un nuovo spazio su exibart, promosso da DUAL Italia, interamente dedicato al collezionismo e al mercato dell’arte. Ecco la visione…
Allo showroom Gaggenau di Milano, una mostra di Betty Salluce apre un nuovo punto di vista sul rapporto tra corpo…
Dopo dieci anni, William Kentridge e Philip Miller tornano a Roma con BREATHE DISSOLVE RETURN, cine-concerto immersivo ospitato nella galleria…