Dove manca il petrolio si sopravvive, dove manca l’acqua no. Una riflessione ovvia eppure non sempre tenuta in considerazione nella vita quotidiana. Pisa e le sue acque ce lo ricorda attraverso 200 scatti. Immagini storiche provenienti dagli archivi Alinari e dal Museo di Storia della Fotografia si accostano ai risultati di una recente campagna fotografica. Lo spettatore è trasportato in un “amarcord” che si ravviva nel confronto diretto tra presente e passato. Torna spontaneamente alla memoria il passo di Imparare l’Ecostoria di Piero Pierotti, curatore della mostra, in cui l’autore rievoca i bagni giovanili in Arno: impensabile ripetere l’esperienza oggi.
Eppure Pisa e le sue acque non si propone semplicemente come un invito al malinconico si stava meglio quando si stava peggio. Stimola invece a prendere in lucida considerazione il ruolo fondamentale dell’acqua per la nostra sopravvivenza. Metabolica, ecologica e produttiva.
Un percorso tematico ben studiato si snoda tra gli aspetti più caratteristici della geografia idrica del territorio pisano. L’Arno e i suoi affluenti, ripresi in tutti i loro umori: adirati durante l’alluvione del 1966, calmi al tramonto, tristi in inverno, con le superfici ghiacciate. Il mare di Marina di Vecchiano e Marina di Pisa, con le colonie di Calambrone, i pescatori e i bagnanti; le terme come luogo di relax lussuoso; il lago di Massaciuccoli; il Parco di San Rossore con Vittorio Emanuele III, ospite regale, nelle vesti di fotografo; i giochi e le feste legate al fiumeArno, come la Luminara ed il Gioco del Ponte. Infine le attivita’ produttive, dall’agricoltura all’industria di ieri e di oggi. Con le sue immagini preziose realizzate con tecniche antiche e moderne, dal dagherrotipo
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